
Per quello spirito di penitenza che vi indusse a far constantemente vostra particolare delizia il digiuno più severo, la povertà più rigorosa e le mortificazioni più penose e quindi la privazione di tutti i beni, la sofferenza di tutti i mali per consacrarvi intieramente all'amore di Gesù Cristo nell'illustre Ordine da voi istituito, dietro la direzione del vostro serafico Padre S. Francesco, di cui vestiste sì bene lo spirito nell'abbracciarne l'abito e la regola, impetrate a noi tutti la grazia, o ammirabile Santa Chiara, di preferire mai sempre l'abbiezione alla gloria, la povertà alle ricchezze, la mortificazione ai piaceri, affine di essere non solo di nome, ma ancora di fatto, fedeli discepoli di Gesù Cristo.
Pater, Ave, Gloria.
Per quella specialissima divozione che aveste a Gesù Cristo in Sacramento, onde il trovarvi alla sua presenza e l'esser tosto rapita in estasi era la medisima cosa, e sebbene amantissima dell'estrema povertà, pur voleste sempre, che fosse magnifico ciò che servir doveva al santo Altare, e per questo con breve preghiera fatta isieme alle vostre consorelle innanzi all'Ostia Sacrosanta cacciaste in precipitosa fuga quei barbari Saraceni i quali già minacciavano dell'ultimo sterminio non solo il vostro monastero, ma eziandio tutta la città di Assisi, deh! impetrate a noi la grazia, o ammirabile Santa Chiara, di far nostra delizia la visita dei sacri templi, la frequenza dei sacramenti, l'assistenza ai santi misteri e la devozione più affettuosa alla santissima Eucaristia, affine di essere confortati da essa in tutto il tempo della vita e scortati con sicurezza alla beata eternità.
Pater, Ave, Glora.
Co approvazione ecclesiastica