È una giovane donna - Giovannetta, figlia di Pietro de' Vacchi - d'età oltre i trent'anni, sposa a Francesco Varoli, contadino, o più probabilmente soldato. È figliola che risplende nella popolazione per la sua ardente pietà e per la vita intemerata; ed ha, nel marito, da cui è crudelmente maltrattata, il bestiale tribulatore dei suoi giorni. Ed ella trova nella preghiera l'unico conforto alle inenarrabili sofferenze ed amarezze.
Qualcuno potrebbe giustamente chiedere: "Se era così buona, perchè sposò un uomo simile?"
La tradizione tenta rispondere. Forse fu persuasa e quasi forzata al matrimonio dai parenti, come si usava; ed ella accettò, nella speranza di divenire strumento di conversione per lo sposo. O, più facilmente, ella conobbe e sposò il Varoli buono, il quale si perdette più tardi nel vino e nei vizi, forse deluso e inasprito per non avere figli dal suo matrimonio, forse trascinato da tristi compagni d'armi e di avventure.
Dopo i fatti che accompagnano l'Apparizione e ne realizzano il messaggio di pace, di Giovannetta non si sa più nulla. Umile strumento di divina misericordia, a missione compiuta Ella scompare. E la tradizione la vuole passata prestissimo alla visione celeste della Vergine, la cui apparizione qui gliene aveva acceso così vivo il desiderio.
Facile l'ammettere, col popolo di Caravaggio, la sua sepoltura nel sottosuolo della chiesa Parrocchiale, dato che allora i Cimiteri erano nelle chiese e loro immediate adiacenze.
Per molti anni poi i pellegrini usarono visitare in paese quella che fu la casa di Giovannetta, la cui stanza fu a lungo conservata come Cappellina. Ora tutto è trasformato e non vi sono più ricordi.
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venerdì, maggio 26, 2006
martedì, maggio 02, 2006
Lo sfondo storico dell'apparizione a Caravaggio
L'apparizione avvenne nel 1432. In quel tempo:
A - LA S. CHIESA - che aveva da un anno come Sommo Pontefice Eugenio IV, già patrizio veneto - viveva uno dei periodi più burrascosi della sua storia.
a) Chiuso legalmente, nel 1417, il rovinoso Scisma d'Occidente, determinatosi dopo il triste periodo di residenza dei Papi ad Avignone (*) in Francia (1309-1377),
perdurava pervicace e irriducibile, in molta parte del popolo cirstiano, lo spirito di insubordinazione al Pontefice legittimo, la cui autorità era compromessa e minorata dalle dichiarazioni di alcuni Concili (Costanza 1414-1419 e Basilea 1431 e segg.).
b) Nel corpo della Chiesa si erano determinate gravi lacerazioni per dolorose separazioni, ostinati dissensi, e prepotenti invadenze: quali la separazione della Chiesa greca (iniziata nel sec. IV e sempre viva all'opposizione), quella degli Armeni (dissidenti in dottrina sacramentaria), dei Giacobiti (monofisiti di Siria et Etiopia), ecc.
c) S'era aperta inimicizia tra Filippo Maria Visconti e il Papa Eugenio IV, parteggiante per i suoi veneziani nella guerra tra Venezia e Milano; perciò le truppe milanesi erano scese a occupare lo Stato pontificio e Roma stessa, costringendo il Papa alla fuga.
B - CARAVAGGIO - terra di confine tra due Stati (Milano e Venzia) e tre Diocesi (Cremano, Milano e Bergamo) (La Diocesi di Crema fu costituita più tardi, nel 1579, da Gregorio XIII, su territorio cremonese, con aggiunte tolte alle Diocesi di Lodi e Piacenza); sempre irrequieta per le diverse direttive religiose e le continue lotte politiche; corrosa dalla eresia; percorsa da banditi, proscritti e compagnie di ventura; agitata dalle divisioni di fazione, spesso segnate di tradimenti e delitti - diventave proprio allora teatro e preda della seconda guerra tra Venezia e Milano, passando (1431) dalla Signoria dei Visconti a quella della Repubblica Serenissima, per tornare subito (1432) ai Visconti.
A - LA S. CHIESA - che aveva da un anno come Sommo Pontefice Eugenio IV, già patrizio veneto - viveva uno dei periodi più burrascosi della sua storia.
a) Chiuso legalmente, nel 1417, il rovinoso Scisma d'Occidente, determinatosi dopo il triste periodo di residenza dei Papi ad Avignone (*) in Francia (1309-1377),
(*) L'allontanamento dei papi da Roma fu determinato principalmente dal carattere tumultuoso dei Romani che erano sempre in lotta. In poco più di due secoli, dal 1085 al 1300, ben 33 volte i Pontefici furono costretti a fuggire da Roma; e, dei 13 papi di quel periodo, 3 soli morirono in Roma, gli altri 10 in esilio. L'inizio dell'esilio di Avignone si ha con Bertrando di Goth, arcivescovo di Bordeaux, il quale, eletto Pontefice (1305), assume il nome di Clemente V, ma
rimane in Francia, si fa incoronare a Lione, e, nel 1309, stabilisce la sede ad Avignone. Perdura tale sede fino al 1377, quando Gregorio XI, specialmente per l'intervento di S. Caterina da Siena, torna a Roma. Ma allora comincia la frattura (Scisma d'occidente) che finirà con Martino V nel 1417.
perdurava pervicace e irriducibile, in molta parte del popolo cirstiano, lo spirito di insubordinazione al Pontefice legittimo, la cui autorità era compromessa e minorata dalle dichiarazioni di alcuni Concili (Costanza 1414-1419 e Basilea 1431 e segg.).
b) Nel corpo della Chiesa si erano determinate gravi lacerazioni per dolorose separazioni, ostinati dissensi, e prepotenti invadenze: quali la separazione della Chiesa greca (iniziata nel sec. IV e sempre viva all'opposizione), quella degli Armeni (dissidenti in dottrina sacramentaria), dei Giacobiti (monofisiti di Siria et Etiopia), ecc.
c) S'era aperta inimicizia tra Filippo Maria Visconti e il Papa Eugenio IV, parteggiante per i suoi veneziani nella guerra tra Venezia e Milano; perciò le truppe milanesi erano scese a occupare lo Stato pontificio e Roma stessa, costringendo il Papa alla fuga.
B - CARAVAGGIO - terra di confine tra due Stati (Milano e Venzia) e tre Diocesi (Cremano, Milano e Bergamo) (La Diocesi di Crema fu costituita più tardi, nel 1579, da Gregorio XIII, su territorio cremonese, con aggiunte tolte alle Diocesi di Lodi e Piacenza); sempre irrequieta per le diverse direttive religiose e le continue lotte politiche; corrosa dalla eresia; percorsa da banditi, proscritti e compagnie di ventura; agitata dalle divisioni di fazione, spesso segnate di tradimenti e delitti - diventave proprio allora teatro e preda della seconda guerra tra Venezia e Milano, passando (1431) dalla Signoria dei Visconti a quella della Repubblica Serenissima, per tornare subito (1432) ai Visconti.
sabato, febbraio 25, 2006
Invocazione quotidiana da recitarsi davanti all'Immagine della B.V. di Caravaggio

I.
O pietosissima, o dolce nostra Madre Maria, che apparisti a Caravaggio, alla povera Giovannetta ed ivi suscitasti una fonte d'incessanti grazie a favore di chi fidente a te ricorre, mostrandoti benigna consolatrice degli afflitti e pontente salute degli infermi, voglia essere anche a me propizia nelle infermità e nelle afflizioni, impetrandomi pazienza, consolazione, salute e merito in ogni mia tribolazione.
Ave, o Maria, ecc.
Giaculatoria - Nostra Signora di Caravaggio, prega per noi.
II.
O clementissima Madre e avvocata nostra Maria, che nel colloquio con Giovannetta ti rivelasti rifugio dei peccatori e mediatrice di grazie, degnati essere anche per me avvocata pietosa sopra tutto ottenendomi sincero pentimento delle mie colpe, perdono e grazia.
Ave, o Maria, ecc.
Giaculatoria - Nostra Signora di Caravaggio, prega per noi.
III.
O gloriosissima Regina, che alle pia Giovannetta ti rivelasti valido aiuto dei cristiani, soccorri pietosa me pure in tutti i pericoli e in tutte le necessità. Aiutami in vita, confortami e difendimi nell'ora della morte, affinché possa renderti grazie e cantare le tue glorie, per tutta l'eternità nel Paradiso.
Ave, o Maria, ecc.
Giaculatoria - Nostra Signora di Caravaggio, prega per noi.
ALTRA ORAZIONE
da recitarsi durante il giorno
Ti sono grato, o Vergine carissima di Caravaggio, delle misericordie innumerevoli che hai diffuso sopra di me. Continua però a proteggermi perché innumerevoli pericoli da ogni parte, in ogni momento, mi circondano, ed io sono debole ed incauto. Non abbandonarmi, guardami sempre con occhio di pietà, soccorrimi continuamente con la potente tua bontà.
Giaculatoria - Nostra Signora di Caravaggio, prega per noi.
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Giovanetta
L'apparizione di Maria Vergine a Caravaggio
La Vergine apparve, a Caravaggio ad una donna chiamata Giovannetta, la sera del 26 maggio 1432. Giovannetta figlia di Pietro Vacchi umile lavoratore della terra, era sposa a Francesco Varoli, uomo di carattere aspro e duro di cuore, che spesso la ingiuriava, percuoteva, maltrattava.La vita di Giovannetta era delle più tristi: tutta e sempre costretta tra le brutalità del marito, le strettezze della povertà e le fatiche più gravi per provvedere la casa del necessario.
Quella sera, potevano essere le cinque circa, Giovannetta si trovava fuori di casa a falciare erba. In un campo, chiamato "Mazzolengo", già ne aveva raccolta un buon fascio e s'accingeva a rincasare. Ma quanta pena rincasare! Le mura domestiche risonavano tanto di minacce, di percosse, così da sembrarle più di prigione che di casa: perché ritornare? L'angoscia era grande, ma grande era anche la virtù di questa umile donna, che tutto sopportava con la cristiana rassegnazione che fa i santi e strappa i miracoli.
Unico suo conforto era la fede, unico suo sfogo la preghiera, unica sua speranza Maria Santissima.
Ed a Maria s'elevarono spesso anche quella sera i suoi sospiri e le sue invocazioni, mentre falciava l'erba, prima di accingersi al ritorno. Maria, Madre di conforto, ascoltò l'umile e fiducioso abbandono della povera donna e le volle benignamente concedere più di quanto avesse osato chiedere.
Una mirabile, luminosa visione apparve a Giovannetta. Le apparve una donna vestita di azzuro, il capo coperto di candido velo, l'aspetto nobile, maestoso, amabile.
Chi era? Alla visione un'intima gioia tutta la pervase, un'onda di gaudio soprannaturale lenì le sue pene: tanto improvviso gaudio non poteva venire che dal cielo.
Era Maria, aiuto dei cristiani, conforto degli afflitti, sostengo in tutte le terrene strettezze e necessità.
Il dialogo intercorso non ci è noto, ma possiamo facilmente riconstruirlo.
I tempi erano tristi per guerre recenti, per scismi che affliggevano e dilaniavano la Chiesa, per i molti vizi e disordini morali che guastavano la società. Maria apparve a confortare ed a premiare una povera donna avvilita e umiliata, ma per richiamare, nello stesso tempo, tutti i cristiani ad una vita migliore. Rivelò quindi a Giovannetta quanto i peccati degli uomini offendessero la maestà del suo divin Figlio e ne trafiggessero il cuore. Presto Gesù ne avrebbe castigata l'iniquità e la malizia e Giovannetta poteva evitarlo, se avesse richiamato a penitenza ed invitato a quel luogo, peccatori e sofferenti.
A prova ed a conforto della verità delle sue parole, Maria promise a Giovannetta, ancora esitante, segni prodigiosi e grazie grandi; ne era pegno e mezzo quella polla d'acqua viva sgorgata ai suoi piedi ed alla quale si sarebbero dissetati i fedeli accorsi.
Giovannetta, così confortata e rassicurata, benché umile ed ignorante, diventò sicura banditrice del celeste messaggio, dapprima a Caravaggio, poi a Milano, poi in tant'altri luoghi, fino a Costantinopoli.
Accorsero i fedeli e, per la loro pietà, nel campo abbandonato e stepposo, sorse un meraviglioso tempio; vennero i peccatori e trovarono, con il dolore dei peccati, la via d'una vita nuova; vennero gli infermi e i sofferenti e trovarono salute fisica e conforto morale.
La sorgente d'acqua fresca diventava simbolo delle grazie celesti fluenti dal cuore del Salvatore a sollievo d'ogni umana necessità.
Se puoi, vieni anche tu a Caravaggio; pure per il tuo cuore e per la tua anima, la Vergine, sicuramente, ha doni e conforti preziosi. Vieni e, in un incontro con Maria, facilmente otterrai quello che manca alle tua pace, alla tua gioia più vera.
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