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sabato, febbraio 25, 2006

Inno alla SS. Pietà di Cannobio


Parole del Prov. V. Sacco, Musica del M.o P. Marazzini

Ritornello:
O nostra viva gloria
Santissima Pietà
deh salga a Te del popolo
l'inno che non morrà

I
D'inesprimibil gaudio
s'accende e freme il cor
allor che il gran prodigio
rimembra del Signor.
II
Mirò la terra attonita;
il ciel ancor stupì;
sovra dipinta Immagine
Cristo il suo seno aprì!
III
Cadde la Costa carnea
sull'improvviso altar,
e di purpuree gocce
i drappi rosseggiar.
IV
Il nuovo orror del Golgota
Giovanni contemplò,
e la dolente Vergine
commossa lacrimò.
V
Scendi propizio sangue,
che il Salvator ci diè:
l'umana colpa astergere
solo è concesso a te.
VI
Per te, Costa Santissima
a Dio chiediam perdon;
apporta tu sui miseri
novella redenzion.
VII
Un dì serbasti provvida
all'Italo confin
la fè, che guida i popoli
ad immortal destin;
VIII
Ed or l'errante illumina
che nega il sacro ver,
e rendi pura l'anima
che adora il tuo mister.
IX
Cannobio, a te nei secoli
arriva la Pietà;
tesor a questo simile
giammai la terra avrà.
X
Leviam l'osanna fervido
al mite Redentor;
trionf con lo Spirito
l'eterno Genitor.

Santuario SS. Pietà di Cannobio


Il Canto della Pietà
(sulla melodia dell'Ave di Lourdes)

Del lago alla sponda
antico un ostel
si specchia nell'onda
col monte e col ciel

Pietà, Pietà, Pietà, Maria!

Nell'umil "Saletta"
la Santa Pietà
adora Antonietta
e un gemito dà:

"O madre, salite
che piange il Signor,
che dalle ferite
il sangue gli scor."

Col Figlio Maria
piange nel dolor!
Giovanni si unia
commosso d'amor.

Immagini sante,
qual duro pensier
vi rende sì affrante,
sì pie a veder?

Non piange il penare
chi sacro lo sa!
Ma piange il peccare
la Santa Pietà.

Si avviva il dipinto!...
Con simbolo arcan
la Madre all'Estinto
accosta la man.

La pia pergamena
è tutta un tremor:
si scuote e dimena,
la strazia il dolor.

E quando dell'Ave
il suono trascor,
il Petto soave
si squarcia d'amor.

Prodigio mai visto
di santa Pietà!
Si squarcia e di Cristo
la Costa ci dà.

O fiaccole, ardete
tra preci e clamor!
O strade, godete;
ripassa il Signor,

Accese i suoi ceri
Cannobio d'allor:
i bei "lumineri"
riaccende oggi ancor.

E là dove il Sangue
prezioso sgorgò
L'amore con l'arte
bel Tempio elevò!

Il Santuario della SS. Pietà di Cannobio

Notizie storiche sul Miracolo e sul Santuario

Dove sorge ora il Santuario, monumento nazionale, nel 1522 eravi la osteria die Tommaso de' Zacchei, e in una saletta di questa era appeso un quadretto di pergamena, sopra di cui è dipinta la SS. Pietà come è qui raffigurata.
La sera del mercoledì 8 Gennaio 1522, Antonietta, figlia tredicenne di Tommaso, vide le tre Immagini piangere lacrime di sangue e sangue vivo uscire dalle cicatrici delle mani e del costato di Gesù.
Alle grida della fanciulla, accorsero tutti di casa e i vicini; sotto il quadretto venne collocata una tovaglia.
Più tardi si rinnovò il miracolo, innanzi a un maggior numero di accorsi. La mano della Madonna si mosse presso la ferita del costato di Gesù: il corpo del Redentore si protese in avanti; il quadro prese ad oscillare e la pergamena ad accartocciarsi come tra spasimi di dolore.
Il dì seguente, 9 Gennaio, presenti molte persone, il costato di Gesù si gonfiò e ne uscì una piccola costa tutta insanguinata, con qualche poco di carne intorno; e con grande effusione di Sangue.
La Sacra Costa fu, quella sera stessa, raccolta dai Sacerdoti in un calice consacrato, e portata con solennissima processione alle Chiesa parrocchiale di S. Vittore: venna poi racchiusa in un prezioso reliquiario che si conserva tuttora nella medesima Collegiata.
Il Venerdì 10 Gennaio, su l'imbrunire, si rinnovò il miracolo delle lacrime di sangue, essendo presenti, fra grande moltitudine di persone, i Conti Borromei.
Di nuovo si ripeterono i fatti prodigiosi il 28 Gennaio e il 4 fabbraio, ma sopratutto il 27 febbraio, quando il Corpo di Gesù si mostrò insanguinato come se fosse stato flagellato da poco.
Con atto notarile, Bartolomeo Albertino e Giacomo Poscolonna raccolsero la deposizione giurata dei testimoni oculari. La saletta dell'osteria si traformò subito in oratorio, poi in chiesa e, verso il 1575, nell'attuale Santuario, per la munificenza di S. Carlo Borromeo che celebrò, innanzi alla miracolosa pergamena, la sua penultima Messa, il 31 Ottobre 1584.
Nella fausta ricorrenza del Quarto Centenario del mirabile fatto, fu ritrovata e aperta la cassetta contenente le Reliquie della SS. Pietà, che nel 1540 erano state murate entro l'altare maggiore della prima chiesa e per circa quattrocento anni erano rimaste come in oblio; tra esse fu ritrovato un "sudario" con l'effige del Signore.
I pannilini macchiati di sangue miracoloso (tovaglia, corporale, grembiuli, brani d'abiti) stanno ora, racchiusi in una artistica urna di bronzo, sotto la nuova mensa dell'altare maggiore del Santuario, la reliquia del Volto Santo in una teca a parte, che si porge al bacio dei pellegrini.
Il quadretto prodigioso della SS. Pietà, la sacra Costa, ed i pannilini intrisi di sangue, costituiscono un tesoro sacro inestimabile e collocano il Santuario di Cannobio fra i primi del mondo.
Capolavoro d'arte architettonica su disegno del Pellegrini, raccoglie quadri di gran valore, tra cui la pala dell'Altare, opera di Gaudenzio Ferrari. (1653).
Presso il Santuario si può trovare nella "Casa della Madonna" e "Casa del Pellegrino" un confortevole soggiorno per corsi di esercizi spirituali, giornate di ritiro, di studio e di riposo.

Nella Cripta del santuorio riposa la Salma del servo di Dio Don Silvio Gallotti (1881-1927) santo educatore dei Seminari Novaresi, apostolo tenerissimo della Devozione alla Madonna.