domenica, dicembre 10, 2006

Mira al Tuo Popolo

Mira il tuo popolo, o bella Signora, che pien di giubilo oggi Ti onora. Ach'io festevole corro al tuo piè;
O Santa Vergine, prega per me! (bis)
Il pietosissimo tuo dolce cuore, egli è rifugio al peccatore;
Tesori e grazie racchiude in sè, o Santa Vergine prega per me.
In questa misera valle infelice tutti t'invocano soccorritrice;
Questo bel titolo conviene a te, o Santa Vergine prega per me.
Dal vasto oceano propizia stella Ti veggo splendere sempre più bella;
Al porto guidami per tua mercè, o Santa Vergine prega per me.
Pietoso mostrati coll'alma mia, madre dei miseri, Santa Maria;
Madre più tenera di Te non v'è, o Santa Vergine prega per me.
A me rivolgiti con dolce viso, regina amabile del Paradiso;
Te potentissima l'eterno fè, o Santa Vergine prega per me.
Nel più terribile estremo agone fammi tu vincere il rio dragone;
Propizio rendimi il sommo Re, o Santa Vergine prega per me.

Con approvazione ecclesiastica.

venerdì, dicembre 01, 2006

Al Rosario si ritorni

O Madre dolce e cara,
Ascolta chi ti chiama,
Salva, Maria, chi t'ama
Chi tanto fida in Te!

Nelle case e per le strade
Mormorare un dì si udia
Il Rosario di Maria
Quasi gemito d'amor

A quel gemito amoroso
Rispondeva il ciel pietoso;
Dio lo vuole, che ai nostri giorni,
Al Rosario si ritorni.

Del Rosario al dolce suono,
Le riviere e le montagne,
Le cittadi e le campagne,
Davan fiori di virtù.

Or che tace il dolce canto,
Danno al cuore spine pianto.
Dio lo vuole, che ai nostri giorni,
Al Rosario si ritorni.

Maledetta par la terra;
Quanto sangue di fratelli!
Quante grida di ribelli
Contro il cielo e trono ancor!

Deh! si levi l'armonia
Del Rosario di Maria!
Dio lo vuole, che ai nostri giorni,
Al Rosario si ritorni.

Giovinetti, che del mondo
Gioie insane sol chiedete;
Voi fanciulle, che correte
Dietro a pazze vanità;

Alla Madre benedetta,
Su correte che vi aspetta.
Dio lo vuole, che ai nostri giorni,
Al Rosario si ritorni.

O fratelli del lavoro,
Giù le grida del terrore:
Sol la prece dell'amore
Darà pace al vostro cuor.

Dio lo vuol, Maria lo brama,
Il Pontefice vi chiama,
Se vogliamo più lieti giorni
Al Rosario si ritorni.

Cum approb. eccl.

venerdì, novembre 17, 2006

Preghiera del Movimento "Pro Sanctitate"

Gesù, Divino Maestro, che dal cielo scendesti per donare l'abbondanza della Grazia, accrescila in noi e fa che diventi fiume che trabocca nella vita eterna.
Tu che del dolore volutamente scegliesti l'abisso e nell'Eucarestia ti lasci cibo dei figli degli uomini, facci comprendere la sublimità di tale esempio.
Il fuoco acceso dal tuo amore consumi le scorie della nostra mediocrità e ci dia la forza di seguire l'invito alla perfezione infinita del Padre.
Della fede concedici la fermezza; della carità l'ardore, della speranza incrollabile certezza. Donaci il desiderio dell'eroismo in ogni virtù e la fiducia di raggiungere, con l'aiuto della Tua e nostra Madre, la santità.
E così sia.

A cura della Organizzazione "Pro Sanctitate", P.zza S. Andrea della Valle, 3 - Roma

martedì, novembre 07, 2006

Rosario e Litanie in onore di San Giuseppe

Preghiera a S. Giuseppe, patrono dei morenti, sotto la forma del S. Rosario

V. Deus, in adiutorium meum intende;
R. Domine, ad adiuvandum me festina.
Gloria Patri, ecc.
O Santo Patrono dei moribondi, Vi offro umilmente questo devoto Esercizio di meditazione e di preghiera per quanti in questa ora si trovano nelle strette dell'agonia e per me, quando verrà la mia ultima ora.

MISTERI GAUDIOSI
(Lunedì e Giovedì)

Nel primo mistero gaudioso si contempla il gaudio che provò San Giuseppe, quando dall'Angelo seppe che Maria sua Vergine Sposa portava in seno il Figliol di Dio. -- Un Pater noster, 10 Gloria Patri, e, dopo l'ultimo: O S. Giuseppe, ecc. (vedi in fine).

Nel secondo mistero gaudioso si contempla il gaudio di S. Giuseppe, quando intese che Elisabetta aveva salutata Maria col nome di Madre del Suo Signore e conobbe il prodigio della guarigione di Zaccaria. -- Un Pater noster, ecc.

Nel terzo mistero gaudioso si contempla il gaudio di S. Giuseppe, quando nella nascita del Divin Redentore vide gli Angeli calare dal cielo e i pastori accorrere per adorarLo e riconoscerLo per il sospirato Messia. -- Un Pater noster, ecc.

Nel quarto mistero gaudioso si contempla il gaudio di S. Giuseppe, quando nella presentazione al Tempio sentì dal vecchio Simeone la salute, che avrebbe recata al mondo il neonato Salvatore. -- Un Pater noster, ecc.

Nel quinto mistero gaudioso si contempla il gaudio di S. Giuseppe, quando, dopo tre giorni di affannose ricerche, gli fu dato di ritrovare nel Tempio lo smarrito Redentore. -- Un Pater, ecc.

MISTERI DOLOROSI
(Martedì e Venerdì)

Nel primo mistero doloroso si contempla il dolore che provò San Giuseppe nel veder nascere Gesù in una povera stalla, nel rigore dell'inverno e rescaldato dal fiato di due animali. Un Pater noster, 10 Gloria Patri, e, dopo l'ultimo: O S. Giuseppe, ecc.

Nel secondo mistero doloroso si contempla il dolore che provò S. Giuseppe nella dolorosa Circoncisione, cui, per ossequio alla Legge, dovette sottoporre il neonato Salvatore. -- Un Pater noster, ecc.

Nel terzo mistero doloroso si contempla il dolore che provò San Giuseppe nel dover fuggire in Egitto per sottrarre Gesù dal furore di Erode. -- Un Pater, ecc.

Nel quarto mistero doloroso si contempla il dolore che provò S. Giuseppe quando per tre giorni continui, in unione con Maria, pianse la perdita del suo amato Gesù. -- Un Pater, ecc.

Nel quinto mistero doloroso si contempla il dolore che provò San Giuseppe allorchè, giunto il momento di sua morte, dovette separarsi da Gesù e Maria. -- Un Pater noster, ecc.

MISTERI GLORIOSI
(Domenica, Mercoledì e Sabato)


Nel primo mistero glorioso si contempla la gloria di S. Giuseppe nel venir prescelto Sposo di Maria, Padre Putativo di Gesù e Capo della Sacra Famiglia. -- Un Pater noster, 10 Gloria Patri, e, dopo l'ultimo: O S. Giuseppe, ecc.

Nel secondo mistero glorioso si contempla la gloria di S. Giuseppe nel vedere i sacerdoti e i dottori della Legge pendere attoniti dal labbro di Gesù appena dodicenne e dai medesimi reputato Suo Figlio. -- Un Pater noster, ecc.

Nel terzo mistero glorioso si contempla la gloria di S. Giouseppe nel vedersi, per circa trent'anni, obbedito, ossequiato e servito dal vero Figlio Dio. -- Un Pater noster, ecc.

Nel quarto mistero glorioso si contempla la gloria di S. Giuseppe quando, dopo essere morto tra le braccia di Gesù e di Maria, si vide accolto dai santi Padri nel Limbo e da essi salutato come il primo fra i Patriarchi e il fortunato annunziatore della venuta di Cristo. -- Un Pater noster, ecc.

Nel quinto mistero glorioso si contempla la gloria di S. Giuseppe nel vedersi in Cielo, subito dopo Maria, ossequiato dagli Angeli e dai Santi ed invocato in terra come primo e principale Patrono della Chiesa Cattolica. -- Un Pater noster, ecc.

* * *

Aggiungiamo tre Ave Maria alla Beatissima Vergine in memoria della parte somma che ebbe nei dolori, nei gaudi e nelle glorie di S. Giuseppe.

* * *

E Voi, nostro carissimo S. Giuseppe, degnateVi accettare l'umile tributo di questo Rosario recitato in vostro onore ed ottenetemi da Gesù e da Maria le grazie spirituali e temporali di cui ho bisogno. RicordateVi altresì di perorare presso Dio la causa dei moribondi di questo giorno (o di questa notte).

LITANIE DI S. GIUSEPPE

  • Kyrie, eleisono
  • Christe, eleison
  • Kyrie, eleison
  • Christe, audi nos
  • Christe, exaudi nos
  • Pater de coelis Deus, miserere nobis
  • Fili, Redemptor mundi, Deus, miserere nobis
  • Spiritus sancte Deus, miserere nobis
  • Sancta Trinitas unus Deus, miserere nobis
  • Sancta Maria, ora pro nobis
  • Sancte Joseph, ora pro nobis
  • Proles David inclyta, ora pro nobis
  • Lumen Patriarcharum, ora pro nobis
  • Dei Genitricis sponse, ora pro nobis
  • Custos pudice Virginis, ora pro nobis
  • Filii Dei nutritie, ora pro nobis
  • Christi defensor sedule, ora pro nobis
  • Almae Familiae praeses, ora pro nobis
  • Joseph iustissime, ora pro nobis
  • Joseph castissime, ora pro nobis
  • Joseph prudentissime, ora pro nobis
  • Joseph fortissime, ora pro nobis
  • Joseph oboedientissime, ora pro nobis
  • Joseph fidelissime, ora pro nobis
  • Speculum patientiae, ora pro nobis
  • Amator paupertatis, ora pro nobis
  • Exemplar opificum, ora pro nobis
  • Domesticae vitae decus, ora pro nobis
  • Custos virginum ora pro nobis
  • Familiarum columen, ora pro nobis
  • Solatium miserorum, ora pro nobis
  • Spes aegrotantium, ora pro nobis
  • Patrone morientium, ora pro nobis
  • Terror daemonum, ora pro nobis
  • Protector sanctae Ecclesiae, ora pro nobis
  • Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Dimine.
  • Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, Domine.
  • Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis.

GIACULATORIA

O S. Giuseppe, Padre Putativo di Gesù Cristo e vero Sposo di Maria Vergine, pregate per noi e per gli agonizzanti di questo giorno (o di questa notte).
(300 giorni d'indulgenza)

IN ONORE DI S. GIUSEPPE

Tutti i Fedeli, che bramano affidarsi al Patrocinio di S. Giuseppe, per godere in vita ed in morte della Sua paterna assistenza, possono facilmente iscriversi alla Pia Unione del Transito di S. Giuseppe.

Quest'ammirabile istituzione di culto e di carità si propone:

1) di promuovere il culto verso S. Giuseppe, Padre Putativo del Redentore, Sposo di Maria Vergine, Protettore della S. Chiesa e speciale Patrono della buona morte;

2) die stimolare gli stessi Fedeli ad invocare San Giuseppe a favore di tutti i morenti, nella lieta speranza di averLo singolare Avvocato nell'ora della loro morte.

La Pia Unione, suscitata da S. Pio X e dal Servo di Dio Don Luigi Guanella, è diffusa in tutto il mondo; annovera milioni di Fedeli, mentre numerosi Sacerdoti, con a capo il S. Padre, offrono a turno ogni giorno circa 200 Sante Messe per le stesse caritatevoli intenzioni.

L'iscrizione non impone obblighi: basta recitare la seguente breve Giaculatoria: "O S. Giuseppe, Padre Putativo di Gesù Cristo e vero Sposo di Maria Vergine, pregate per noi e per gli agonizzanti di questo giorno (o di questa notte). (Ind. 300 giorni).

Per iscriversi, trasmettere il proprio nome a:
Pia Unione Transito S. Giuseppe, Chiesa S. Giuseppe al Trionfale, Roma (925)

Con approvazione Ecclsiastica

domenica, ottobre 22, 2006

San Gaspare Bertoni

(Festa liturgica 12 Giugno)

PREGHIERA

O Padre ricco di misericordia, che ti riveli continuamente ai piccoli e agli umili, ti ringraziamo per la testimonianza evangelica che, per tuo dono, ci ha lasciato S. Gaspare Bertoni.
Per sua intercessione donaci il Tuo Spirito che susciti in noi i sentimenti di fiducia e di santo abbandono che egli apprese alla scuola di Gesú Crocefisso.
Concedici un raggio di quella divina Sapienza con la quale egli guidò alla perfezione cristiana quanti ricorrevano al suo consiglio.
Dietro il suo esempio facci sperimentare la gioia di donarci per il bene dei fratelli e per l'avvento del Tuo Regno. Amen.

Visto. Si stampi: + Giuseppe Amari, Vescovo di Verona.
Verona, 13 settembre 1989
ccp. n. 14760376 Vicepostulatore degli Stimmatini - Via Carlo Montanari 3 - I-37122 Verona.

martedì, settembre 05, 2006

Auxilium Christianorum

venerdì, agosto 25, 2006

Beata Imelda Domenicana, Patrona della 1a comunione e della perseveranza

Beata Imelda Domenicana

PREGHIERA DA FARSI OGNI GIORNO

Voi, angelica fanciulla solitaria e silente vegliaste presso il Tabernacolo Santo, e con ardenti sospiri e con aneliti infuocati forzaste Gesù Ostia a discendere nel vostro cuore. Deh! insegnate anche a me ad accostarmi alla Santa Comunione con pienezza di fede, e con fremito di riverenza amorosa, affinchè l'ultimo bacio Eucaristico tramuti la mia morte in dolce sonno, in transito glorioso, in estasi beata. - Così sia. - (Del Corona.)

PREGHIERA ALLA B. IMELDA INNANZI LA 1a COMUNIONE

O amabile Patrona dell'infanzia Imelda, volgete uno sguardo amorevole su di noi, piccoli bambini, che ardentemente invochiamo la vostra protezione in questo giorno solenne. Tra poco Gesù si darà a noi, aiutateci o cara Santa a preparGli una conveniente dimora nel nostro cuore. Egli è l'amico dei poveri, il fratello dei piccoli e noi siamo povere e piccole creature. O dolce amante di Gesù Eucaristia, accendete nei nostri piccoli cuori quegli ardenti desideri che ardevano nel vostro. Otteneteci la vostra semplicità, la vostra modestia, la vostra dolcezza, la vostra obbedienza, il vostro serafico fervore, e la vostra perseveranza nella preghiera. O nostra celeste Patrona, in questo istante felice guidateci, ve ne preghiamo, accompagnateci, presentateci al Santo Altare, e dite al Buon Gesù che mantenga in noi la sua grazia, ci benedica oggi e sempre, specialmente poi in punto della nostra morte, e questa Prima Comunione sia realmente il pegno sicuro dell'eterna gloria. - Così sia.

PREGHIERA DOPO LA 1a COMUNIONE

O nostra cara Patrona B. Imelda da Gesù, amata d'un amore tutto speciale, noi vi confidiamo l'anima nostra dolcemente inebriata della Divina Eucaristia. Se il vostro piccolo cuore ha inteso per la prima volta i palpiti infuocati di Voi, nostro ospite divino, vogliate mantenere sempre accese le fiamme del divino amore nel nostro povero cuore, continuamente agitato nelle lotte della vita. Accendete mai sempre una scintilla di quel fuoco ardente che bruciava l'anima vostra, e se non possiamo imitarvi nel morire come voi d'amore per Gesù, fateci almeno la grazia di piuttosto morire che separarci da Lui col peccato. O Angelica creature B. Imelda, siate la nostra protettrice ed avvocata non solo in vita, ma in modo particolare nel momento della nostra morte. Deh! fate che Gesù sia sempre il nostro fedele compagno, il nostro amico vero, in questo terreno pellegrinaggio e sia ancora il nostro viatico per giungere felicemente alla beata eternità. - Così sia.

Il Santuario Basilica di Monte Berico, Vicenza

"... tutti coloro i quali visiteranno questa Chiesa nelle feste a me dedicate e in ogni prima Domenica del mese, avranno grazie abbondanti e sarà loro concessa di mia propria mano la Santa Benedizione..."

Così Maria SS. a Vicenza Pasini durante le sue apparizioni.
7 Marzo 1426 - 1 Agosto 1428

Ediz. PP. Servi di Maria, Santuario di M. Berico - I-36100 Vicenza

sabato, agosto 12, 2006

Consacrazione quotidiana al Cuore Immacolato di Maria

Vergine Immacolata, Madre mia Maria, io rinnovo a Voi oggi e per sempre la consacrazione di tutto me stesso, ed offro al Vostro Cuore Immacolato tutte le preghiere e le opere meritorie che farò durante questa giornata in unione con le Vostre sante intenzioni, perchè ne disponiate liberamente per il bene delle anime.
Solo Vi chiedo, o mia augusta Regina, di cooperare fedelmente con Voi alla Vostra divina Missione per il sospirato avvento del Regno di Gesù Cristo nel mondo.
Così sia.

lunedì, luglio 31, 2006

La Madonna Incoronata, Foggia

Madonna Incoronata, Foggia
Quadro esposto sull'altare della cripta del Santuario dell'Incoronata nella Capitanata di Foggia risalente all'Ottocento e rappresentante l'apparizione della Vergine.

Maria dell'Incoronata o quanto sei bella!
Alzo gli occhi al Cielo - vedo una stella
Maria dell'Incoronata, quanto sei bella
N'Angelu dal Cielo - a me è calato:
va a visitar Maria - l'Incoronata
Venenn erba erba - e erbicella
ammà venì a truvà - Maria la Zingarella
Venenti da ogni parte chi muti e struppiati
che li guarisce - Maria l'Incoronata ...
Maria gloriosa nostra - deh senti questa voce
che s'appresiente a Te - Maria prega per me!

lunedì, giugno 26, 2006

Novena di fiducia nel Sacro Cuore di Gesù

"Tu, almeno, amami."
O Sacro Cuore di Gesù, nostro Re, io vi amo col vostro amore; vi amo per me e per tutto il mondo.
(Ind. di 100 giorni ogni volta.) (Decreto della S. Penitenzieria, 9 Marzo 193.)

O Gesù, al vostro Cuore affido... (la tale anima, la tale intenzione... la tale pena... il tale affare...)
Rivolgete un vostro suardo...
Poi fate ciò che il vostro Cuore vi dirà...
Lasciate fare il vostro Cuore...
O Gesù, conto su di Voi,
Confido in Voi, mi abbandono in Voi,
son sicuro di Voi.

(300 g. d'ind. ciascun giorno della Novena, ed infine una ind. plenaria per tutti i fedeli purché dopo confessati e comunicati, visitino una Chiesa o un oratorio pubblico pregando secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Decreto della S. Pen. Apost. 9 Marzo 1923.)

Sacro Cuore di Gesù, ho fiducia in Voi. (300 g. d'ind.)
Sacro Cuore di Gesù, io credo al vostro amore per me. (300 g. d'ind.)
O Sacro Cuore di Gesù, venga il vostro regno! (300 g. d'ind.)

+ Imprimatur: 18 février 1924, François Alexandre, Évêque de St-Claude

sabato, giugno 10, 2006

Mater Hospitalitatis

Mamma, ospita nel grembo tuo figlio perché viva. Ascolta l'invito di Colei che ospitò nel suo seno il Cristo Redentore.

31 Maggio. Visitazione della Beata Vergine Maria - Festa dell'Ospitalità

"All'uomo contemporaneo, non di rado tormentato tra l'angoscia e la speranza, prostrato dal senso dei suoi llimiti e assalito da aspirazioni senza confini, turbato nell'animo e diviso nel cuore, con la mente sospesa dall'enigma della morte, oppresso dalla solitudine mentre tende alla comunione, preda della nausea e della noia, la beata Vergine Maria, contemplata nella sua vicenda evangelica e nella realtà che già possiede nella Città di Dio, offre una visione serena e una parola rassicurante: la vittoria della speranza sull'angoscia, della comunione sulla solitudine, della pace sul turbamento, della gioia e della bellezza sul tedio e la nausea, delle prospettive eterne su quelle temporali, della vita sulla morte"

PAOLO VI, 15.8.1975 Anno Santo.

ALLA VERGINE

In quest'ora drammatica e densa di preoccupazioni per il mondo intero, noi eleviamo a te la nostra fiduciosa e fervida preghiera.
O Maria, volgi i tuoi occhi misericordiosi al genere umano e a noi che ci consacriamo al tuo Cuore Immacolato.
Tu, che ti prendi cura dei tuoi figli pellegrini tra periocoli e affanni, implora per la Chiesa, per le famiglie e per i popoli il dono dell'unione, della solidarietà e della pace. Con te, figlia ed ancella del padre, diremo il nostro sì alla volontà divina ogni giorno della nostra vita.
Tu, che già vivi nella luce di Dio, offri all'uomo tormentato di oggi la vittoria della speranza sull'angoscia, della gioia sulla tristezza, della pace sulla violenza.
Guarda a noi, accompagnaci nel cammino della vita e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Dalla Rivista "Madre di Dio"

lunedì, giugno 05, 2006

Verità da ricordare sovente

  • I due misteri principali della Fede
    1. Unità e Trinità di Dio
    2. Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signor Gesù Cristo
  • I due comandamenti della Carità
    1. Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente
    2. Amerai il prossimo tuo come te stesso

    1. I sette Sacramenti
      1. Battesimo
      2. Cresima
      3. Eucaristia
      4. Penizenza
      5. Estrema Unzione
      6. Ordine
      7. Matrimonio

      1. I sette doni dello Spirito Santo
        1. Sapienza
        2. Intelletto
        3. Consiglio
        4. Fortezza
        5. Scienza
        6. Pietà
        7. Timor di Dio

        1. Le tre virtù teologali
          1. Fede
          2. Speranza
          3. Carità
        2. Le quattro virtù cardinali
          1. Prudenza
          2. Giustizia
          3. Fortezza
          4. Temperanza

          1. Le sette opere di misericordia corporali
            1. Dar da mangiare agli affamati
            2. Dar da bere agli assetati
            3. Vestire gli ignudi
            4. Alloggiare i pellegrini
            5. Visitare gl'infermi
            6. Visitare i carcerati
            7. Seppellire i morti

          2. Le sette opere di misericorida spirituali
            1. Consigniare i dubbiosi
            2. Insegnare agli ignoranti
            3. Ammonire i peccatori
            4. Consolare gli afflitti
            5. Perdonare le offese
            6. Sooportare pazientemente le persone moleste
            7. Pregare Dio per i vivi e per i morti

            1. Le sette vizi capitali
              1. Superbia
              2. Avarizia
              3. Lussuria
              4. Ira
              5. Gola
              6. Invidia
              7. Accidia

              1. I sei peccati contro lo Spirito Santo
                1. Disperazione della salute
                2. Presunzione di salvarsi senza merito
                3. Impugnare la verità conosciuta
                4. Invidia della grazia altrui
                5. Ostinazione nei peccati
                6. Impenitenza finale

              2. I quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio
                1. Omicidio volontario
                2. Peccato impuro contro natura
                3. Oppressione dei poveri
                4. Defraudare la mercede agli operai

              3. I quattro novissimi
                1. Morte
                2. Giudizio
                3. Inferno
                4. Paradiso

              Fonte: Preci e Canti di uso più comune pel cristiano - terza edizione, Torino Casa Editrice A. e C., Via Andrea Doria 27, 1941

              venerdì, maggio 26, 2006

              La Veggente dell'Apparizione di Maria Santissima di Caravaggio

              È una giovane donna - Giovannetta, figlia di Pietro de' Vacchi - d'età oltre i trent'anni, sposa a Francesco Varoli, contadino, o più probabilmente soldato. È figliola che risplende nella popolazione per la sua ardente pietà e per la vita intemerata; ed ha, nel marito, da cui è crudelmente maltrattata, il bestiale tribulatore dei suoi giorni. Ed ella trova nella preghiera l'unico conforto alle inenarrabili sofferenze ed amarezze.
              Qualcuno potrebbe giustamente chiedere: "Se era così buona, perchè sposò un uomo simile?"
              La tradizione tenta rispondere. Forse fu persuasa e quasi forzata al matrimonio dai parenti, come si usava; ed ella accettò, nella speranza di divenire strumento di conversione per lo sposo. O, più facilmente, ella conobbe e sposò il Varoli buono, il quale si perdette più tardi nel vino e nei vizi, forse deluso e inasprito per non avere figli dal suo matrimonio, forse trascinato da tristi compagni d'armi e di avventure.
              Dopo i fatti che accompagnano l'Apparizione e ne realizzano il messaggio di pace, di Giovannetta non si sa più nulla. Umile strumento di divina misericordia, a missione compiuta Ella scompare. E la tradizione la vuole passata prestissimo alla visione celeste della Vergine, la cui apparizione qui gliene aveva acceso così vivo il desiderio.
              Facile l'ammettere, col popolo di Caravaggio, la sua sepoltura nel sottosuolo della chiesa Parrocchiale, dato che allora i Cimiteri erano nelle chiese e loro immediate adiacenze.
              Per molti anni poi i pellegrini usarono visitare in paese quella che fu la casa di Giovannetta, la cui stanza fu a lungo conservata come Cappellina. Ora tutto è trasformato e non vi sono più ricordi.

              martedì, maggio 23, 2006

              Santa Clelia Barbieri, Fondatrice delle Minime dell'Addolorata

              Preghiera composta dal cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna

              Signore Iddio, Padre nostro clementissimo, nella tua bontà guardasti con singolare predilezione alla Santa Clelia e con l'abbondanza delle tue grazie e dei carismi dello Spirito Santo la preparasti ad essere, semplice e giovanissima vergine, la madre spirituale di una ampia famiglia di Figlie, che in umiltà e sacrificio servissero a Gesù nelle persone dei fratelli più umili e sofferenti.
              Noi ti benediciamo, Padre Santo, per questa effusione della tua generosità; per l'intercessione di Madre Clelia ti chiediamo ... e quello spirito di carità e di servizio, che il Signore Gesù lasciò a noi come oggetto del suo nuovo comandamento e segno indubbio della nostra genuina adesione al Vangelo.
              Esaudisci, o Padre, l'umile nostra preghiera, che ti porgiamo per mezzo di Cristo, Figlio Tuo e Signore nostro, nello Spirito Santo. Amen.

              Nihil Obstat Romae, 29 XII 1967, Amatus Petrus Frutaz, Subscretarius S.R.C. pro Causis Sanctorum

              CENNI BIOGRAFICI

              La Santa Clelia Barbieri nasce il 13 febbraio 1847 alle Budrie di S. Giovanni in Persiceto, nella pianura bolognese. Semplicità evangelica e straordinario candore sono le sue caratteristiche. Attira silenziosamente le anime. Nel 1868, a soli 21 anni, priva di mezzi, ma ricca di fede con tre compagne: Orsola Donati, Teodora Baraldi, Violante Garagnani, dà inizio a una famiglia religiosa. Più che Superiora diventa l'anima della piccola comunità destinata a crescere col favore divino.
              Il 13 luglio 1870, a 23 anni, chiude la sua giovane vita.

              La famiglia religiosa, sorta intorno a Lei, si svilupperà con la sua assistenza dal Cielo e le sue compane non resteranno sole nel campo aperto dal suo zelo: attività parrocchiali, educazione della gioventù, assistenza agli infermi. Il 22 febbraio 1955 Clelia Barbieri à dichiarata Venerabile dal S. Padre Pio XII. Il 27 ottobre 1968, solenne rito in S. Pietro a Roma per la Beatificazione della Fodatrice. Il 9 aprile 1989 Clelia fu canonizzata da Giovanni Paolo II.

              Presentando Clelia Barbieri, figlia di povera gente, generosa nel dono di se stessa ai poveri, ai malati, ai giovani, la Chiesa indica nel lavoro, nel servizio della parrocchia, nella risposta alla vocazione cristiana un ideale di vita aperto a tutto.

              La Santa Clelia Barbieri esaudisca tutti coloro che la invocheranno e conceda a tutti di seguirla nella via della perfezione evangelica.

              La famiglia relgiosa di Clelia Barbieri, il 7 agosto 1878, dal cardinal Lucio Maria Parocchi, arcivescovo di Bologna, prende il nome di MINIME DELL'ADDOLORATA.
              Impegno delle Minime è la semplicità evangelica, il servizio nella Diocesi, l'umile presenza i mezzo al popolo.

              Santuario di Santa Clelia Barbieri

              domenica, maggio 21, 2006

              La Beata Vergine delle Grazie in Brescia


              Nel 1453 il popolo bresciano, alle esortazioni di un pio eremita, certo Giorgio Candiano di Padova, eresse un sontuoso tempio in onore della B. Vergine delle Grazie, alla Conchiglia, fuori di Porta Pile, affidanone la cura ai Frati di S. Gerolami di Fiesole. Ma nel 1516 la Repubblica Veneta, per nuove esigenze di fortificazioni, decretò che si atterrassero tutte le case fuori le mura della città ed anche il convento dei Padri Gerolimini e la loro chiesa delle Grazie furono distrutti. Soltanto il grazioso ed artistico portale è rimasto, ancor oggi oggetto di ammirazione.
              I Frati intanto occuparono la casa e la chiesetta degli Umiliati, allora appena soppressi. La chiesetta era detta di S. Maria di Palazzolo o delle Cantinelle. Ma i Frati vollero erigere anche qui un sontuoso tempio ancora dal titolo di S. Maria delle Grazie. Architetto della chiesa, detta Maggiore, fu lo stesso Priore del convento, fra Lodovico Barcella da Chiari. Nell'anno 1618 fu internamente ornata di ori e di stucchi in stile barocco, così da farla assomigliare ad una reggia. Tele e medaglioni del pittore bresciano A. Bonvincino, e dei discepoli Giugno, Cossali Gandino, Bagnadore, ecc. ornano le pareti e gli altari, formando una vera sintesi di storia mariana.

              L'antica chiesetta degi Umiliati, detta il Santuario, divenne celebre per una manifestazione prodigiosa della B. Vergine. Correva l'anno 1526, quando nella seconda festa di Pentecoste (22 maggio) molte devote persone che pregavano davanti alla venerata Immagine della B. V. delle Grazie, videro la Madonna aprire e chiudere le mani; con soavità aprire gli occhi e chiuderli; il Bambino Gesù pure con molti gesti dar segni di affettuosa corrispondenza alla madre sua. Anche l'Immagine di S. Giuseppe divenne luminosa, mentre gli Angeli con umile gesto si inchinarono in profonda adorazione. Alla vista di tale prodigio i presenti invocarono. Misericordia! Miracolo!

              Il popolo bresciano, accorso numeroso alla notizia del prodigio, genuflesso dinanzi alla miracolosa Effigie, cantò a lode della Vergine la "Salve Regina". Il Vescovo di Brescia, Paolo Zane, osservò coi propri occhi, e con pubblico istrumento confermò quanto era avvenuto. Lo storico Nassino, parlando delle numerose guarigioni suseguitesi, nota che non solo ai corpi giovò la prodigiosa manifestazione di Maria SS., ma anche e più a vantaggio dello spirito, preservando il popolo bresciano dall'eresia luterana, e loda lo zelo del Municipio di Brescia che si adoperò ad estinguerla.
              Nel 1876 l'antico Santuario subì un radicale restauro, che si potrebbe dire un ottimo rifacimento, per opera dell'architetto Antonio Tagliaferri di Brescia, con begli affreschi del bresciano Modesto Faustini, di Cesare Bertolotti e d'altri. Curato poi nei minimi particolari (altare, candelabri, lampadari, ecc.) ne è riuscito un piccolo capolavoro che fa onore alle pietà e al gusto artistico di Brescia. Il Fogazzaro, visitandolo un giorno, lo ha definito: "Il più bel santuario moderno d'Italia".
              La cosidetta "Sagra" del Santuario delle Grazie è la festa della Natività di Maria. Rimonta alle origini del Santuario e ricorda il giorno memorando in cui, nel sec. XIII, il Vescovo di Brescia Berardo Maggi pose la prima pietra della chiesetta di S. Maria di Palazzolo, officiata dai Frati Umiliati. L'Immagine prodigiosa di Maria SS. ebbe la sua corona d'oro per decreto del Capitolo Vaticano, e fu solennemente incoronata l'8 settembre 1886 dal Vescovo di Brescia, Giacomo M. Corna Pellegrini, alla presenza di Cardinali e Vescovi, tra cui il Vescovo di Mantova Giuseppe Sarto, che fu poi Pio X., oggi Santo; il Vescovo di Piacenza, Servo di Dio Mons. Scalambrini e il Vescovo di Cremana, Mons. Geremia Bonomelli, già graziato da piccolo dalla Madonna delle Grazie. Il Santo torinese Giovanni Bosco, impossibilitato ad intervenire, mandò da Torino a sue spese un gruppo di 30 cantori, guidati dal Maestro Giuseppe Dogliani. Anche la Santa bresciana, fondatrice delle Ancelle, S. Maria Corcifissa di Rosa, pregò tante volte davanti alle S. Immagine. A questo altare celebrava quasi tutti i sabati il Ven. Can. Ludovico Pavoni, e nel 1920 celebrava la sua Prima Messa S. Em. Card. Montini, arcivescovo di Milano (che fu poi Paolo VI), bresciano di origine e tanto legato con la Famiglia Montini al devoto Santuario.

              Fonte: "I mille santuari mariani d'Italia illustrati", 1960, pagine 88-89

              venerdì, maggio 19, 2006

              Le Apparizioni della Madonna a Domenica Targa, Montagnaga, Trento

              Un certo Giacomo Moser, pio contadino di Montagnaga, si era recato più volte al Santuario della Madonna di Caravaggio e in uno dei suoi viaggi aveva portata una bella Immagine della Madonna che, incorniciata, esponeva su un altare della Chiesa di S. Anna, Chiesa Parrocchiale di Montagnaga, il 26 maggio di ogni anno.
              Il racconto dei suoi viaggi e delle grazie e delle feste di Caravaggio suscitava in molti il desiderio di compiere il pio pellegrinaggio.
              Tra gli altri c'era anche una giovane di nome Domenica Targa, nata in una frazione di Montagnaga detta Guardia, che desiderava ardentemente di recarsi a Caravaggio.
              Il difficile era ottenere il consenso dei genitori. Per il resto, quattro o cinque giorni di cammino per andarvi, altrettanti per ritornare, scarsità di mezzi e di cibo, non si spanventava.
              Avrebbe sopportato tutto ben volentieri per amore di Maria!
              Ma come ottenere il consenso del padre soprattutto, che la voleva così legata al suo ufficio di pastora, da non lasciarle libero nemmeno il pomeriggio dei giorni festivi? Ecosì la giovane viveva giorni di ansia e di attesa. Ed ecco l'intervento benignissimo di Maria.



              La prima e la seconda apparizione

              Era verso il mezzogiorno del sabato 14 maggio 1729, e Domenica stava con i suoi armenti nella bellissima conca del "Palustel" (oggi detta "Comparsa" dove vi è il gruppo di bronzo, dietro il Monumento al Redentore).
              Ad un tratto tutte le bestie, come colte da terrore, si mettono a fuggire disordinatamente. Domenica, che stava recitando la corona, esce in un'esclamazione: "Gesù, Maria, aiutatemi!". Appena detta l'invocazione, vide davanti a sé una bellissima Signora, in vesti candide come la neve. "Figlia mia che fai?" le chiese. "Recito la corona", rispose Domenica.
              La Signora la lodò e, dopo averle fatto dire che desiderava andare a Caravaggio, le disse: "Ubbidisci a me. Non andare a Caravaggio. Invece la sera della festa dell'Ascensione (quell'anno era il 26 maggio) recati nella Chiesa di S. Anna. Colà sarà esposto il quadro della Beata Vergine di Caravaggio Tu inginocchiati sul primo gradino dell'altare avanti a quel quadro, e vedrai una cosa bellissima".
              "Chissà se il miei genitori mi permetteranno di andare a Montagnaga a quell'ora", osservò la fanciulla. "Non temere; te lo permetteranno di sicuro", disse la bella Signora, e scomparve.
              Venne il 26 maggio 1729, festa dell'Ascensione. Senza troppe difficoltà Domenica ottenne di poter intervenire alla funzione nella Chiesa di Montagnaga. Si cantavano, quel giorno, anche le litanie dei Santi, per ottenere la pioggia. All'invocazione "Omnes Sancti Martires" Domenica Targa si piegò sul fianco destro e rimase in quella posizione, come estranea a quanto succedeva intorno, finché la funzione fu finita. E quando i Sacerdoti uscendo di Sacrestia, la richiamarono alla realtà, si lamentò di essere stata tolta ad una dolce visione: vedeva la Vergine SS. col Bambino, in braccio nella destra il S. Rosario nell'atto di imporle di manifestare la sua apparizione a tutto il popolo presente.
              Naturalmente ci furono gli scettici. Specialmente tra il Clero. Ma la pia giovane, prima di tornare a casa, fu costretta da una forza interiore a proclamare, per tre volte, la bellezza della Vergine Maria.
              Intanto, pur tra vari commenti e contrasti, si cominciò ad aver una particolare devozione per la Vergine SS. di Caravaggio anche su quell'altare della Chiesa di S. Anna, dove la Madonna stessa nel giorno anniversario dell'Apparizione a Caravaggio, era comparsa.
              Lo zelante Giacomo Moser fece dipingere un nuovo e più grande quadro della Apparizione della Madonna a Giovanetta Varoli (la contadina di Caravaggio alla quale è apparsa la Madonna appunto a Caravaggio, dove desiderava recarsi Domenica Targa) e la pittrice trentina Elena Zambaiti dipinse quel quadro che tutt'ora veneriamo a Montagnaga di Piné, mentre un canonico, Mgr. Girolamo conte Bucceleni, fece ricostruire l'altare nella forma in cui lo vediamo oggi.
              Il tutto fu fatto con tanto zelo e rapidità che già l'8 settembre dello stesso 1729 si poteva procedere alla solenne benedizione del nuovo quadro e del nuovo altare.


              La terza e la quarta apparizione

              Doveva intervenire il Pievano di Baselga per la solenne cerimonia. Ma la Vergine SS. prevenne tutte le cerimonie umane. Già la gente di Montagnaga era in Chiesa e si sentivano le invocazioni della processione che veniva da Baselga, quando la Vergine SS. si rivelò alla Veggente col Bambino sulle braccia, ma questa volta ferito e sanguinante, seguita da S. Gioacchino e S. Anna.
              La SS. Vergine stessa benedì il quadro, e poi - dopo aver imposto a Domenca di gridare per tre volte "viene la Beatissima Vergine" - assicurò che quello sarebbe stato il trono su cui avrebbe accolto le preghiere dei suoi devoti. E mostrando le ferite del Suo Divin Bambino, spiegò che quelle erano le ferite dei peccati ed esortò a pregare molto per la conversione dei cattivi cristiani.
              Naturalmente anche questa volta incontrò lo scetticismo specialmente del Pievano di Baselga. Ma la SS. Vergine, quasi a consolare Domenica, le apparve per la quarta volta due giorni dopo nella località detta "Pralongo" e la esortò ad esporre tutto al suo confessore, certo Don Michele Bernardi, che l'avrebbe aiutata.
              Difatti fu così. L'autorità Diocesana poi, promosse un vero processo Canonico che durò più anni, e la cui conclusione fu l'autorizzazione a celebrare solennemente la festa dell'Apparizione di Maria in Montagnaga nel giorno 26 maggio.


              La quinta apparizione

              Intanto, a confortare la giovane Domenica Targa, la Vergine SS. s'era degnata di comparirle un'ultima volta, nella chiesa di S. Anna in Montagnaga, il giorno 26 maggio 1730.
              Era circondata da uno stuolo di bellissime Vergini, in una luce fulgidissima. Benedisse la moltitudine dei presenti, operò alcune guarigioni, manifestò a Domenica la sua soddisfazione, e, benedicendola, s'allontanò per sempre. La prossima visione, la pia Domenica, l'avrebbe avuta in Cielo.

              venerdì, maggio 12, 2006

              Alessandrina Maria da Costa, Balazar, Portogallo

              Dagli autografi di Alessandrina

              • Sulla terra non trovo un rifugio sicuro. Nel tuo Cuore, o Mamma Celeste, e in quello di Gesù, soltanto in essi ho la mia abitazione.
              • Mamma Celeste, quanto è affascinante e tenero il tuo sguardo! Il mondo non dà né pace né gioia; le troveremo solo in Dio.
              • Mamma, io mi consacro tutta e sempre a te. Consacrami tutta e sempre a Gesù.

              Messaggera del Cuore Immacolato di Maria

              A Fatima, in Portogallo, la Madonna aveva detto: "Per salvare i peccatori, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato".
              Diciott'anni dopo, a Balazar, in Portogallo, il Signore si rivela ad Alessandrina, vittima volontaria per i peccatori e le affida un messaggio:
              "Come a Margherita Maria Alacoque io chiesi che l'umanità venisse consacrata al mio Cuore Divino, così io chiedo a te che il mondo sia consacrato al Cuore Immacolato della Madre mia".

              giovedì, maggio 11, 2006

              Beata Vergine della Misericordia in Rimini

              Olio su tela (cm. 52 x 60) del pittore riminese Giuseppe Soleri Brancaleoni, eseguita per commissione della sorella Suor Chiara Soleri del Monastero degli Angeli in Rimini.
              Nel 1810 fu messo alla pubblica venerazione nella chiesa di S. Chiara. L'11 maggio 1850, la signora Anna Bugli Contessa Baldini, con le signorine Anna Achilli e Francesca Megani, notarono nell'Immagine il prodigioso movimento degli occhi che si volgevano in alto e guardavano i fedeli come fossero di persona vivente. Fu osservato anche il cambiamento di colore nelle carnagioni del volto e le lacrime lungo le gote. Il fatto fu constatato per otto mesi consecutivi e richiamò una innumerevole folla da ogni parte d'Italia e dall'estero. Per il particolare momento politico di lotta contro la Chiesa, suscitò furiose polemiche nella stampa anticattolica. Il Vescovo diocesano, Mons. Salvatore Leziroli, sollecitato anche dal Papa Pio IX, per dare al fatto una inconfutabile certezza storica, ordinò un regolare processo. Deposero Cardinali, Vescovi e uomini delle più svariate parti del mondo, illustri per scienza e alta cultura. Furono più di un centinaio di testimoni oculari e tutti concordemente asserirono il prodigio. A conclusione del processo fu emanato il decreto: "Il movimento prodigioso delle pupille della sacra Immagine di Maria sotto il titolo di Madre della Misericorida, venerata nella chiesa di S. Chiara in Rimini, fu ed è comprovato dalla verità e concediamo che la narrazione di un tanto evento sia divulgata in ogni miglior modo possibile a maggior gloria di Dio e a fomentare sempre più nei fedeli la devozione verso la Beatissima Madre di Dio". Il S. P. Pio IX volle che la sacra Immagine fosse incoronata (15 agosto 1850 "in suo nome e con la sua autorità". Egli stesso per l'occasione donò l'artistica cornice in oro, argento e pietre preziose in cui è racchiusa la tela. Uomini illustri han pregato innanzi al suo altare. Lo stesso Pio IX volle visitare la miracolosa Immagine e S. Giovanni Bosco, di passaggio da Rimini, volle celebrare la S. Messa nel suo altare nel giorno anniversario del prodigio (1882).
              Moltissima devozione si è sviluppata anche all'estero. Vi sono altari o chiese dedicate a questa immagine: in Europa: a Linz, Friburgo, Monaco, Vienna, Cordoba, Caseres, in Polonia, nel Principato di Lussemburgo; negli Stati Uniti: a Chicago, Bristol, Washington, Cincinnati, Cleveland, Miami; nel Canada, nel Cile. Ad Apizaco Talx, nel Messico, è sorto un grandioso Santuario e nel 1942 la Madonna della Misericorida di Rimini fu dichiarata Patrona del Vicariato di Apizaco. Nel Vicariato Apostolico di Xingù, sull'Amazzoni, tra gli Indù, è sorta recentemente una chiesa dedicata alla Madre della Misericordia di Rimini.
              La festa ricorre il 12 maggio. Il Santuario è officiato dai Missionari del Prez.mo Sangue, stabilitivi dal loro fondatore, S. Gaspare del Bufalo, nel 1824.

              domenica, maggio 07, 2006

              Il Terzo Comandamento

              Nel terzo Comandamento Iddio c'impone con una solennità tutta particolare di santificare la festa, mostrandoci così l'importanza eccezionale che vi annette. Lo scopo del terzo Comandamento è la pratica pubblica del primo, che c'impone di rendere a Dio il culto supremo di adorazione che gli è dovuto. Ora l'atto esterno essenziale di culto pubblico è il Sacrificio, che si rende solo a Dio, perchè è il riconoscimento della sua suprema padronanza su tutte le cose e della nostra assoluta dipendenza da lui. Tanto è grave perciò il dovere di assistere, nelle feste, alla S. Messa, Sacrificio della nuova Legge, quanto è grave e doveroso per noi osservare il terzo Comandamento.
              Ecco perchè la Chiesa con un precetto formale ci impone sub gravi, cioè sotto pena di peccato mortale, di assistere alla Messa nelle feste.
              Sono obbligati ad assistere alla Messa festiva tutti i fedeli, compresi i fanciulli, giunti che siano all'uso di ragione. Solo l'impotenza fisica o morale o un grave dovere di carità verso il prossimo possono essere un legittimo motivo di dispensa.
              Come mezzo per santificare la festa Dio ci comanda inoltre il riposo, ci proibisce cioè di attendere ai lavori materiali, alle cosi dette opere servili.
              Il comando è grave e formale; quindi grave è per noi l'obbligo di osservarlo. Solo una grave necessità o la pietà verso Dio o verso il prossimo, oppure una legittima dispensa possono rendere lecite le opere servili.

              Sono feste di precetto per tutta la chiesa: Tutte le Domeniche e le Feste della Natività, Circoncisione, Epifania, Ascensione, Corpus Domini, Immacolata Concezione, Assunzione di maria V., S. Giuseppe, Ss. Petro e Paolo, Tutti i Santi.
              Nei detti giorni si deve udire la Messa ed astenersi dalle opere servili.

              giovedì, maggio 04, 2006

              Madonna di Castelmonte presso Cividale

              Il Santuario non ha origine da apparizioni della Vergine, ma sorse al cadere dell'Impero Romano tra un piccolo gruppo di case su uno sperone roccioso, ai confini orientali dell'Italia. Dai Longobardi è chiamato: "S Maria delle Grazie", o "Madonna del Bosco"; poi "Madonna del Monte" e, al sorgere del Castello, "Madonna di Castelmonte".
              Già nel settimo secolo, tra i primi pellegrini, vi affluiscono le monache benedettine di Cividale. Nel 1015 è soggetto al Capitolo di Cividale ed è completamente restaurato dallo stesso Capitolo nel 1273.
              Nel '300 è meta di frequenti pellegrinaggi tanto che vien concesso dal Patriarca di Aquileia mercato franco a Cividale. Ed in alcuni anni fu sì grane la folla che, non potendosi controllare e dominare con le forze armate, la Comunità deve addirittura alzare i ponti levatoi alle porte della città. Nel 1400 Tristano Savorgnan, uccisore del Patriarca di Aquileia, per penitenza del suo delitto, pellegrina al Santuario. Nel 1419 è depredato e bruciato dagli Ungari. Più tardi è preda dei Turchi che in 30 anni furono 7 volte nel Friuli. Quasi tutti i paesi friulani vi sono legati da voti per liberazione da peste o da invasioni.
              Fu visitato dalla B. Benvenuta Boiani, benedettina, e da S. Benedetto Labre. Ben 12 Vescovi, intorno al 1300, concessero indulgenza di 40 giorni ai visitanti. Fu anche aggregato a S. Maria Maggiore in Roma.
              All'inizio esisteva soltanto l'attuale cripta. La chiesa nella sua forma attuale, risale al 1700. L'altare maggiore è del 1683.
              La statua della Vergine, composto calcareo, in grandezza naturale, sembra risalga alla metà del 1400. È finemente dipinta ed assai espressiva. Dalla voce popolare è chiamata: "Madonna viva"!
              Nel 1913 il Santuario è affidato ai Cappuccini veneti che gli imprimono un grande sviluppo e lo riportano alle antiche tradizioni. Viene restaurata completamente la chiesa, allungata la cripta quanto il tempio sovrastante; fondato un Bolletino che attualmente è diffuso in tutte le provincie d'Italia e all'estero, in 34 nazioni. Nel 1922 avviene la solenne Incoronazione del Simulacro e nel 1946 è portato in trionfo in alcuni centri del Friuli. (Da questo viaggio trionfale ebbe inizio, in Italia, la "peregrinatio mariae", che poi si diffuse ovunque).
              Il Santuario è ricchissimo di ex voto, in quadri e argento, del 1600-1700.
              Un'assistenza particolare con funzioni, predicazioni e confessioni è praticata a tutti i gruppi di pellegrini. Il concorso annuale supera il numero di 1000 pellegrinaggi organizzati con un totale di 250.000 pellegrini e 150.000 S. Comunioni. La provenienza è un po' da tutta l'Italia, ma in prevalenza dal Veneto e dalla Romagna. Mese di maggiore afflusso è il settembre. La festa più movimentata è il giorno 8 dello stesso mese.

              martedì, maggio 02, 2006

              L'apparizione della SS. Vergine a Trois-Épis, Alsazia (3.5.1491)

              Thierry (Dietrich) Schoere, un fabbro del paese di Tannach, recandosi al mercato di Niedermorschweier passò per un luogo che ricordava una disgrazia mortale. L'uo­mo scese da cavallo e, inginocchiandosi, iniziò a pregare. Men­tre era assorto in preghiera gli apparve la Madonna avvolta in un mantello bianco e coperta da un velo; era circondata da una luce meravigliosa, nella mano destra portava tre spighe e nella sinistra un filaccio di ghiaccio. Allora la Vergine Maria, rivolta al fabbro, così disse: «Figlio mio! Gli abitanti di questa zona hanno sfidato la rabbia di Dio. Il ghiaccio è il simbolo della grandine, della fame, malattie contagiose e altri castighi. Solo se i peccatori si convertiranno Dio li perdonerà e benedirà i loro campi. Queste tre spighe sono il segno della benedizione dall'alto. Racconta alla gente quello che hai visto e sentito!». Inizialmente il fabbro fu timoroso di raccontare quest'appari­zione alla gente, ma poi un altro miracolo gli diede l'impulso a raccontare e a convincere i suoi concittadini del serio ammoni­mento della Madonna. Numerosi credenti presero in seria con­siderazione l'ammonimento di Maria perciò organizzarono processioni espiatorie ed eressero una chiesa commemorativa a ricordo di ciò.

              Lo sfondo storico dell'apparizione a Caravaggio

              L'apparizione avvenne nel 1432. In quel tempo:

              A - LA S. CHIESA - che aveva da un anno come Sommo Pontefice Eugenio IV, già patrizio veneto - viveva uno dei periodi più burrascosi della sua storia.
              a) Chiuso legalmente, nel 1417, il rovinoso Scisma d'Occidente, determinatosi dopo il triste periodo di residenza dei Papi ad Avignone (*) in Francia (1309-1377),

              (*) L'allontanamento dei papi da Roma fu determinato principalmente dal carattere tumultuoso dei Romani che erano sempre in lotta. In poco più di due secoli, dal 1085 al 1300, ben 33 volte i Pontefici furono costretti a fuggire da Roma; e, dei 13 papi di quel periodo, 3 soli morirono in Roma, gli altri 10 in esilio. L'inizio dell'esilio di Avignone si ha con Bertrando di Goth, arcivescovo di Bordeaux, il quale, eletto Pontefice (1305), assume il nome di Clemente V, ma
              rimane in Francia, si fa incoronare a Lione, e, nel 1309, stabilisce la sede ad Avignone. Perdura tale sede fino al 1377, quando Gregorio XI, specialmente per l'intervento di S. Caterina da Siena, torna a Roma. Ma allora comincia la frattura (Scisma d'occidente) che finirà con Martino V nel 1417.

              perdurava pervicace e irriducibile, in molta parte del popolo cirstiano, lo spirito di insubordinazione al Pontefice legittimo, la cui autorità era compromessa e minorata dalle dichiarazioni di alcuni Concili (Costanza 1414-1419 e Basilea 1431 e segg.).
              b) Nel corpo della Chiesa si erano determinate gravi lacerazioni per dolorose separazioni, ostinati dissensi, e prepotenti invadenze: quali la separazione della Chiesa greca (iniziata nel sec. IV e sempre viva all'opposizione), quella degli Armeni (dissidenti in dottrina sacramentaria), dei Giacobiti (monofisiti di Siria et Etiopia), ecc.
              c) S'era aperta inimicizia tra Filippo Maria Visconti e il Papa Eugenio IV, parteggiante per i suoi veneziani nella guerra tra Venezia e Milano; perciò le truppe milanesi erano scese a occupare lo Stato pontificio e Roma stessa, costringendo il Papa alla fuga.

              B - CARAVAGGIO - terra di confine tra due Stati (Milano e Venzia) e tre Diocesi (Cremano, Milano e Bergamo) (La Diocesi di Crema fu costituita più tardi, nel 1579, da Gregorio XIII, su territorio cremonese, con aggiunte tolte alle Diocesi di Lodi e Piacenza); sempre irrequieta per le diverse direttive religiose e le continue lotte politiche; corrosa dalla eresia; percorsa da banditi, proscritti e compagnie di ventura; agitata dalle divisioni di fazione, spesso segnate di tradimenti e delitti - diventave proprio allora teatro e preda della seconda guerra tra Venezia e Milano, passando (1431) dalla Signoria dei Visconti a quella della Repubblica Serenissima, per tornare subito (1432) ai Visconti.

              domenica, aprile 30, 2006

              Nostra Signora di Montallegro sopra Rapallo

              Immagine: Statua processionale di N. S. di Montallegro, Santuario di Montallegro - Rapallo m. 612 s.m.

              Il Santuario di Montallegro sorge sopra Rappallo, la "perla del Tigullio", in una delle più splendide posizioni della Riviera ligure. La sua storia è particolarmente interessante.
              Venerdì 2 luglio 1557 a mezzogiorno. Un bravo colono della vicina Canevale sosta sul monte Allegro fra i ruderi di un antico castello. Si chiama Giovanni Chichizola, sta ritornando da Genova ed è stanco per il lungo viaggio e il caldo opprimente. Ad un tratto il suo sguardo è abbagliato da un vivido splendore: una voce lo chiama per nome. È la Madonna che gli appare e dice dolcemente: "Non temere, Giovanni, io sono Maria, la Madre di Dio. Annuncia ai Rapallesi la mia Apparizione e dì loro che qui voglio essere onorata. Questo quadro, portato per ministero angelico dalla Grecia, lascio come pegno di predilezione". Giovanni Chichizola, ancora emozionato per la celeste visione appena scomparsa, trova fra i giunchi la misteriosa Immagine (una piccola tavoletta raffigurante la morte della Mdonna); la sua commozione aumenta quando vede zampillare limpida acqua da una roccia dell'arido monte. Il brav'uomo, senza frapporre altri indugi, si reca a Rapallo per manifestare i voleri della Madonna. Intanto l'eco del prodigio si diffonde ed è una vera folla che ritorna sul monte guidata dal Chichizola e dall'arciprete, Iacobo Fieschi, che dal veggente stesso ha potuto informarsi dettagliatamente sullo straordinario avvenimento.
              Il quadretto viene portato trionfalmente nella chiesa parrochiale di Rapallo: ma, evidentemente, non è questo il desiderio della Vergine. Infatti, il giorno dopo, la preziosa tavoletta è ritrovata sul monte. Riportata a Rapallo, scompare misteriosamente una seconda volta e ancora è rinvenuta tra i giunchi del Montallegro.
              Nell'agosto del 1558, affermata dall'Autorità Ecclesiastica l'autenticità dei prodigi avvenuti, si dà inizio alla costruzione del magnifico Santuario che viene consacrato solennemente da Mons. Falceta, Vicario dell'Arcivescovo di Genova, il 2 luglio 1559. Il vasto tempio è ricco di opere d'arte e di preziosi attestati di grazie ricevute: conserva, fra l'altro, opere del Barabino, Carlone, Cambiaso. Il 5 agosto del 1942 è stato insignito da Pio XII del titolo di Basilica Minore.
              Un triste fatto, nel dicembre del 1574, turbò lo animo dei buoni Rapallesi. Una nave, proveniente da Ragusa, approdava a Rapallo. I marinai col capitano Nicolò De Allegretis salgono il monte per ringraziare la Madonna di averli scampati da un naufragio. Con grande stupore si accorgono che il quadretto conservato nel Santuario è quello che essi veneravano in Grecia e che quelle popolazioni da 17 anni deploravano lo scomparso. Malgrado le proteste dei Rapallesi, essi salpano con a bordo il venerato Quadro, decisi di riportarlo in patria. Ma, con un nuovo prodigio, questo ritorna al suo Santuario.
              Innumerevoli le grazie concesse dalla Madre Celeste, e continuo l'afflusso dei fedeli che diventa imponente nella festa principale del 2 luglio e nell'ottava seguente. Non mancano tra i visitatori nomi illustri: fra gli altri, S. Francesco di Sales, Padre Segneri e S. Leonardo da Porto Maurizio.

              Fonte: "I mille santuari mariani d'Italia illustrati", 1960, pagine 223-225

              venerdì, aprile 28, 2006

              Santuario di Montallegro, Rapallo

              Il Chichizzola addita il quadretto lasciato dalla Madonna



              L'Arciprete trasporta a Rapallo per la seconda volta il quadretto della Madonna



              L'Arciprete consegna il quadretto al Capitano Nicolò De Allegretis di Siracusa di Grecia



              Gli angeli trasportano per la terza volta il quadretto a Montallegro

              L'Interno del Santuario di Montallegro, Rapallo


              Il tempio è a una navata; misura 25 m. di lunghezza e 11 m. di larghezza. Comprende cinque altari di marmo.
              Il primo, a destra entrando, è dedicato alla visitazione di Maria. Il secondo è dedicato al Crocifisso. Di fronte la cappella dell'Annunziata, con una tela di Luca Cambiaso. La cappella in fondo, a sinistra, è dedicata alla Vergine Addolorata.
              Il pittore rapallese Francesco Boero, nel 1864, fu incaricato di affrescare la volta del tempio con quattro medaglioni che illustrano i principali avvenimenti della storia di Montallegro.
              L'altare maggiore fu costruito nel 1882, per munificenza di G. B. Maggiolo di Zoagli, su disegno dell'Arch. Luigi Rovelli.
              Il Quadretto prodigioso della Madonna à ornato di grazioso padiglione d'argento, donato nel 1743 dal nobile Tommaso Noce.
              Il catino dell'abside è del celebre pittore genovese Nicolò Barabino, interprete meraviglioso dell'Apparizione di Maria a Giovanni Chichizola.
              Benefattori della balaustrata con bassi rilievi allusivi e del pavimento marmoreo i Signori Antonio Figari e G. B. Vaccaro, rapallesi.
              Al già ricordato G. B. Maggiolo si deve pure l'artistico pulpito marmoreo.
              L'Organo per il VII Cinquantenario dell'Apparizione, 1907, fu costrutto dalla celebre Ditta Cav. Pacifico Inzoli di Crema, con larga generosità di Enrico Solari di Genova.

              Moltissime tabelle votive si vedono esposte alle pareti nell'interno del Santuario. Alcune meritano di essere notate per il loro valore storico. La prima e, quindi la più antica, è quella dei Ragusini che risale a 17 anni dopo l'apparzione: 1574.
              Quattro targhe d'argento furono offerte dalla Comunità di Rapallo. Una lapide marmorea ricorda la proclamazione di Maria a Patrona di Rapallo, 11 novembre 1737. Un'altra la visita della Regina Margherita di Savoia, 30 gennaio 1905.
              Nella sacrestia del Santuario il ritratto su tela della Ven. Serva di Dio Brigida di Gesù, rapallese di nascita, fondatrice dell'Istituto delle Dame Orsoline di Piacenza.

              Il Santuario Basilica di Montallegro, Rapallo, Diocesi di Chiavari, Provincia di Genova

              L'origine del Santuario è dovuta ad una Apparizione di Maria SS. che, sul mezzo giorno del venerdì 2 luglio 1557, si fece vedere al contadino Giovanni Chichizola, della vicina parrocchia di Canevale, rivolgendogli queste parole: "Io sono Maria, la Madre di Dio. Annunzia ai Rapallesi la mia apparizione, e dì loro che qui voglio essere onorata. Questo piccolo quadro, portato per mistero angelico dalla Grecia, lo lascio loro come pegno di predilezione".
              Il quadretto lasciato dalla Madonna consiste in una tavoletta di legno dipinta dello stile bizantino delle dimensioni di cm. 18 x 13. Vi è rappresentato il transito di Maria SS., il cui corpo verginale è disteso sopra un lettuccio ricoperto di tappeto rosso, mentre il corpo è revestito di un manto oscuro.
              In alto sono dipinte tre figure d'uomo perfettamente uguali; esse vogliono raffigurare la SS. Trinità, ed hanno a sinistra una figurina, che rappresenta l'anima della Vergine.
              Attorno si vedono le figure degli Apostoli con altri Santi, uno dei quali agita il turibolo davanti al lettuccio; a destra la figura di S. Pietro con un libro aperto fra le mani.



              Il Santuario venne costruito in meno di un anno; dall'agosto 1558 al giugno 1559. Ne diresse la costruzione l'Arch. Lagomaggiore dei famosi Comacini, venuti nel sec. XV a stabilirsi a Rapallo dalle vicinanze del Lago Maggiore. Nel 1640, il tempio ebbe un primo ampliamento per opera di Mastro Tomasino, discendente dei comacini.
              La facciata marmorea è assai più recente, inaugurata il 21 giugno 1896, dal primo Vescovo di Chiavari, Mons. Fortunato Vinelli. È opera dell'Arch. Luigi Rovelli che seppe accoppiare la grandiosità delle linee con la grazia dello stile, gotico lombardo.
              Il portone di bronzo, ispirato allo stile della facciata, fa degno ornamento all'ingresso del Santuario.
              Autore del ricco portone è lo scultore Primi Comm. Italo di Rapallo; esecutrice della fusione in bronzo la premiata Ditta M.A.F. di Milano.
              L'opera venne inaugurata in occasione del IVe centenario dell'Apparzinone di Maria SS. a Montallegro, 2 luglio 1957.

              martedì, aprile 18, 2006

              Il Santo Leopoldo Mandic

              beatificato da papa Paolo VI il 2 maggio 1976
              proclamato santo da papa Giovanni-Paolo II il 16 ottobre 1983


              "... come pochi altri uomini del nostro tempo, ha
              saputo, soprattutto attraverso il confessionale, ricondurre a Dio le anime tristi ed abbattute dalla sofferenza".
              (Card. Luigi Stepinac, Arcivescovo di Zagabria)


              Il Santo Leopoldo Mandic nacque a Castelnovo di Cattaro in Dalmazia il 12 maggio 1866 da una famiglia di origine croata. I genitori profondamente religiosi lo educarono ai più elevati sentimenti verso Dio e gli uomini. A sedici anni, sentendosi chiamato alla preparazione del ritorno degli Orientali all'Unità della Chiesa Cattolica, abbandonò la casa paterna ed entrò fra i Cappuccini Veneti prendendo il nome di Leopoldo. Il 20 settembre 1890 a Venezia venne consacrato sacerdote.
              Sempre più convinto che il Signore lo chiamava alla grande opera, chiese ai superiordi di poter partire per l'Oriente, ma ne ebbe un preciso rifiuto. Le sue precarie condizioni di salute non lo permettevano. Egli chinò il capo ai voleri dei superiori e passò per diversi conventi attendendo al ministero delle confessioni, finché nel 1909 venne destinato al convento di Padova per attendere stabilmente al confessionale. Vi rimase sino alla morte.
              Una piccola stanzetta, adiacente la chiesa dei Cappuccini, divenne il campo del suo meraviglioso apostolato. Niente predicazione, niente pubblicazione di opere polemiche o didattiche, niente fondazione di opere assistenziali, ma solo la confessione. Questo divino ministero, tanto nascosto e tanto poco apprezzato anche da molti di coloro che hanno il potere di amministrarlo, divenne nelle mani di P. Leopoldo un'arma potente per la salvezza delle anime e il loro progredire nelle vie di Dio. Vi attendeva tutta la giornata, senza mai un'ora di riposo, senza mai una vacanza nonostante il torrido calore d'estate e il freddo intenso d'inverno, giacché nella sua stanzetta non ebbe mai il benché minimo riscaldamento, se si eccettua l'ultimo anno di vita. In breve, la disadorna celletta divenne un faro luminoso che attirava innumerevoli anime bisognose di pace e di conforto; e per tutto padre Leopoldo aveva parole di perdono, di consolazione, di sprone al bene. Solo il Signore sa quanti penitenti si siano prostrati ai suoi piedi in quaran'anni, quanto bene egli abbia compiuto. E tutto nel silenzio più assoluto, nel nascondimento più profondo. Nessun chiasso attorno a lui. Egli pregava il Signore di poter fare tanto del bene, ma in modo che nessuno lo sapesse. E fu esaudito, perché né la grande stampa, né altri mezzi di propaganda si occuparono mai di lui. Dio solo doveva essere glorificato nella sua umile persona.
              Sempre sofferente, sopportò ogni cosa per la salvezza delle anime che si avvicinavano a lui, anzi vi aggiungeva la tremenda e nascosta penitenza della privazione del sonno, giacché non si permise mai di riposare più di quattro ore su ventiquattro. Arrivò, non si sa come, sino a settanta sei anni di età. Un tumore all'esofago lo stroncò la mattina del 30 luglio 1942, mentre si stava preparando a celebrare la messa. Quella mattina divenne egli stesso la vittima sull'altare di Dio. Le sue ultime parole furono una invocazione alla Madonna.
              La fama delle sue virtù si diffuse in un modo meraviglioso, non solo in Italia, ma in tante altre nazioni, fama accresciuta dalle innumerevoli voci di grazie ottenute alla sua invocazione.
              Nel gennaio del 1946 si iniziò il Processo Diocesano per la sua Beatificazione, e nel settembre del 1963 si aprì il Processo Apostolico, terminato il 12 maggio 1966. Il 2 maggio 1976 à solennemente Beatifcato a Roma e Giovanni Paolo II lo proclamò santo il 16.10.1983.

              Per aiutare il mondo a sperare
              il Santo Leopoldo indicò tre indispensabili amori:

              1. - ALLE FEDE
              "In questo buio della vita la fiaccola della fede e della devozione alle Madonna ci porta ad essere fortissimi nella speranza".
              2. - ALLE MADONNA
              "Io voglio sperare in Lei. È Madre, e tanto basta". "È causa della nostra letizia".
              3. - AL PAPA
              "Ha parlato Pietro, e tanto basta". "Parla il superiore, ha parlato Dio".

              COSÌ PARLÒ DURANTE LA SUA VITA

              Al Sacerdote:
              "Un scerdote deve morire di fatiche apostoliche; non c'è altra morte degna di un sacerdote".
              Al Religioso:
              "O religiso tutto, o niente".
              Agli Sposi:
              "L'uomo non è nato per vivere solo, ha diritto alla famiglia, a sposarsi - salvo particolari chiamate di Dio - ad avere figli da allevare ed educare. La famiglia è sorgente di vita, prima scuala ove si impara a pensare, primo tempio ove s'impara a pregare. Dobbiamo perciò... combattere tutto ciò che la distrugge o la scinde, incoraggiare tutto ciò che ne favorisce l'unità, la stabilità e la fecondità".
              Ai Laici Cattolici:
              "L'attuale società, in gran parte ha apostatato da Dio, per ciò fa di bisogno ricondurla alla verità e alle giustizia, e quella parte di cittadini che si mantengono fedeli alla Chiesa, devono farsi avanti... Questi cattolici combattono per la causa di Dio. Questi cattolici combattenti pertanto possono considerarsi, e sono veramente, uno strumento della Chiesa.
              Quindi al cattolico militante fanno bisogno due cose: prima di tutto essere bene fondato nel vangelo, la cui causa propugna; in secondo luogo lo stare stretto alla Chiesa, di cui è ambasciatore e fa le veci".
              Ai Cristiani:
              "Noi simo gente che cammina e vive controcorrente; dobbiamo sentire per forza la violenza di questa natura corrotta che abbiamo. Niente disanimarci, ma avanti sempre con la sicurezza che Iddio conta tutti gli sforzi e premia tutte le difficoltà".
              A Tutti:
              "Abbiamo fiducia nella misericordia del padrone, che è tanto buono".

              giovedì, aprile 13, 2006

              Suor M. Dolores Inglese delle Serve di Maria Riparatrici

              Maria Inglese vide la luce il 16 dicembre 1866 a Rovigo.
              Spuntò e crebbe come fiore fra le spine, tanto che Ella stessa scriverà nelle sue memorie: "Ebbi per compagna la croce fin dalla culla".
              Ancora in tenera età diede segni mirabili di un singolare amore alla Madonna.
              E questa dolce madre, con una didattica che non è umana, intraprende subito a condurla di Sua mano nel cammino della vita spirituale, preparandola alla missione a cui era destinata; e, per renderla più disponibile alla sua azione materna, la distacca da tutto e da tutti.
              A sedici anni Maria, sola con la mamma, deve impegnarsi, sebbene malferma in salute, al lavoro di sarta, per provvedere alle necessità della famiglia.
              La SS. Vergine in un sogno, a diciassette anni, le mostra "il mondo in rovina"; e tacitamente la invita alla preghiera e alla penitenza.
              Quella visione apocalittica non si cancellerà mai più dalla mente di questa grande devota della Madonna.
              È il primo bagliore della Riparazione!
              Più tardi la sua celeste Regina le chiederà ripetutamente: "Fai qualche cosa per me!"
              Impressionata da tale ordine: "Fai qualche cosa", ribadito dal materno richiamo "Ti raccomando", la giovane supplica: "SS.ma Vergine, nella mia pochezza, che potrei fare per compiacervi?" E la risposta venne.
              Nel 1899, rapita nella contemplazione del Calvario, pensa alle riparazioni che vengono offerte a Gesù da cuori amanti... e perché niente a Maria, ché Ella pure ha cooperato alla nostra Redenzione, e tanto viene oltraggiata?
              Questo sprazzo di luce improvvisa conquistò anima e cuore dell'innamorata della Madonna, che traccerà a se stessa e per quanti vorranno abbracciarlo, l'urgente programma della Riparazione a Maria.
              Organizzerà subito la Comunione Riparatrice, indulgenziata nel 1904 del Papa S. Pio X.
              Aggiungerà a questa pratica l'Ora di Riparazione, col S. Rosario od altre preghiere riparatirci.
              Principale impegno della Serva di Dio fu di dare alla vita di Riparazione e alle sue pratiche l'interorità e l'ardore di un genuino spirito mariano, di cui Ella era stata favorita dal cielo.
              L'Opera sì bene organizzata, approvata dalla chiesa, largamente diffusa, aveva bisogno di un centro, di un Istituto che ne assicurasse la continuità.
              Maria Inglese aveva ideato e ardentemente desiderato Suore che si fossero dedicate ad una continua Riparazione alle Madonna. E la Provvidenza volle affidare questo compito all'Istituto delle Serve di Maria di Madre Elisa Andreoli, che stava per sorgere ad Adria, e al cui titolo venne aggiunto quello di "Reparatrici".
              Il 29 divembre 1911, anche Maria Inglese entrò a far parte della giovane Congregazione, prendendo il nome di Suor M. Dolores.
              La Sig.na Maria Inglese che, entrando in Religione, aveva lasciato dietro di sé una scia luminosa d'insegnamenti, di virtù, di zelo apostolico, di devozione mariana, in Convento continuò ad essere edificante modello di dedizione riparatrice.
              Volò al cielo il 29 dicembre 1928 in fama di santità.
              Il 2 febbraio 1965, si chiuse a Rovigo il Processo Canonico di Beatificazione.
              Non poche persone affermano di aver esperimentato la sua potente intercessione presso Dio.

              PREGHIERA

              O Vergine Addolorata, alle cui offese la vostra Serva Suor M. Dolores volle riparare con la sua vita di continue sofferenze e con una Opera mirabilmente diffusa tra i fedeli per la salvezza delle anime, ottenete con la vostra potente intercessione la glorificazione della stessa vostra Serva e a me la grazia desiderata.
              Ave Maria ecc.

              (Con approvazione ecclesiastica)

              Serve di Maria Riparatrici

              martedì, aprile 04, 2006

              Supplica alla Nostra Madre Maria Mediatrice

              Madre mia, Tu che stai continuamente con le braccia aperte implorando dal Tuo Divin Figlio la sua misericordia e compassione per ogni bisognoso, chiedigli che mi dia il suo santo amore, il santo timore e la sua santa grazia, e che giammai commetta il peccato mortale. Chiedigli che mi tolga la vita prima che arrivi ad offenderlo.
              Ottienimi, Madre mia, la grazia di avere verso il buon Gesù l'amore e la fiducia che hanno avuto le anime sante, e che aumenti in me la Fede, la Speranza e la Carità, e Tu, Madre mia, insegnami a far sempre la sua divina volontà.
              Benedici, Vergine santa, la mia famiglia e liberala da ogni male.
              Aiuta i poveri agonizzanti e chiedi al Tuo divin Figlio che li perdoni e li liberi dal tormento dell'inferno.
              Intercedi, Madre mia, presso il Tuo divin Figlio, perchè si plachi la sua ira, la sua giustizia ed il suo rigore, e perchè liberi il mondo intero dal grande castigo che tutti abbiamo meritato.
              Prega, Madre mia, per la nostra amata patria e liberala dai mali che la minacciano. Sconvolgi i piani dei suoi nemici, che sono i nemici di Gesù.
              Ti chiedo infine, Madre mia, di spandere sulle nostre anime i raggi luminosi della misericordia del buon Gesù e di essere vicina a me in tutti i pericoli della mia vita. Amen.
              (Tre Ave Maria, Gloria Patri)
              Con approvazione ecclesiastica
              Collevalenza - Santuario dell'Amore Misericordioso

              Domina Nostra Sanctissimi Sacramenti, ora pro nobis

              PREGHIERA

              O Vergine Maria, nostra Signora del SS. Sacramento, gloria del popolo cristiano, letizia dell'universa Chiesa, salute del mondo, pregate per noi e ridestate nei fedeli tutti la devozione verso la santissima Eucaristia, affinchè si rendano degni di riceverla quotidianamente.

              Indulgenza cinquecento giorni (Enchiridion Indulgentiarum, n. 418)

              Nostra Signora del SS. Sacramento pregate per noi.

              Indulgenza trecento giorni (Enchiridion Indulgentiarum, n. 296)

              Con approvazioen ecclesiastica

              Immagine: Chiesa S. Claudio, Roma (Stab. L. Salomone, Roma)

              giovedì, marzo 30, 2006

              Immacolata Fonte della Misericordia - La grande promessa di Maria

              Ascoltiamo la voce di MARIA FONTE DELLA MISERICORDIA, che ci invita a riparare i peccati nostri e degli altri per scongiurare i pericoli che minacciano la pace e la convivenza cristiana.

              Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. (Fatima)
              PROMETTO di assistere nell'ora della morte, con le grazie necessarie alla salvezza eterna, tutti coloro che nei primi sabati di cinque mesi consecutivi: 1) si confesseranno; 2) riceveranno la S. Comunione; 3) reciteranno la corona (una terza parte); 4) mit terranno compagnia durante un quarto d'ora, meditando sui quindici misteri del Santo Rosario, con l'intenzione di darmi riparazione. (Maria SS. a Suor Lucia).

              Questa grande promessa di Maria è per tutti quelli che soffrono, piangono e sperano, per colui che dubita, eppur vuol credere, per chi è schiavo del fascino del male e vuole salvarsi: praticala, diffondila, sarai contento".

              "Pregate, pregate molto e fate scrifici per i peccatori, perchè molte anime vanno all'inferno perchè non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro". (Madonnadie Fatima)
              "Dalle pratica della devozione al Cuore Immacolato di maria e dalla consacrazione dipende la guerrra o la pace del mondo" (Suor Licia).
              "Se le mie richieste saranno ascoltate la Russia si convertirà e ci sarà pace".

              Cuore Immacolato di Maria, Ti consacro tutta la mente, tutto il cuore e tutta l'anima mia. Fa di me e delle cose mie tutto quello che vuoi. Amen.
              Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori, per il Santo Padre ed in reparazione delle ingiurie fatte al Cuore Immacolato di Maria.

              Preghiere insegnata dall'Angelo ai tre pastorelli di Fatima:

              Santissima Trinità, Figliuolo e Spirito Santo, ti adoro profondamente e ti offro il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi con cui Egli è offeso, e per i meriti infiniti del Suo Cuore Santissimo e per l'intercessione del Cuore Immacolato di Maria, ti domando la conversione dei poveri peccatori.
              Quando recitate il Rosario, consigliò la Vergine ai tre pastorelli, dite alla fine di ogni decina:
              O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservami dal fuoco dell'inferno; porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
              Preghiera ispirata dalla Madonna al beato Massimiliano Kolbe - Min. Convent.
              O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te e per quanti a Te non ricorrono, in modo speciale per i nemici della santa Chiesa e per quelli che ti sono raccomandati. (S. Massimiliano Kolbe)

              Con approv. eccles. - Milizia dell'Immacolata, Piccola Città dell'Immacolata - P. Leopardi, Genova

              mercoledì, marzo 29, 2006

              Madonna delle Grazie in Ardesio, Bergamo

              Certo Marco Salera, di fronte al pericolo di un brutto temporale, aveva mandato le sue due figiolette in una stanza ove si venerava una S. Immagine. La Madonna Santissima apparve loro seduta su un trono, tutta risplendente. Il Santuario ricorda appunto questa Apparizione avvenuta nel 1607. Esso, dalla fondazione a tutt'oggi, con le trasformazioni e gli ampliamenti richiesti attraverso i secoli, è uno dei più frequentati della Diocesi. La venerata Immagine della Madonna fu solennemente incoronata per decreto del Capitolo Vaticano il 24 giugno 1872 dal Vescovo di Bergamo Mons. P. L. Speranza. Oltre i sacri dipinti, il Santuario possiede opere pregevoli d'arte, ricchezza di arredi, un grandioso organo e un monumentale campanile.

              I mille santuari mariani d'Italia illustrati - Associazione Santuari Mariani - Finito di stampare il 24 maggio 1960

              lunedì, marzo 27, 2006

              Supplica a Maria SS. delle Grazie che si venera nella Chiesa dei Cappuccini di S. Giovanni Rotondo

              1 - O Celeste Tesoriera di tutte le grazie, Madre di Dio e Madre mia Maria, poiché sei la Figlia Primogenita dell'Eterno Padre e tieni in mano la Sua onnipotenza, muoviti a pietà dell'anima mia e concedimi la grazia di cui fervidamente Ti supplico. Ave Maria.
              2 - O Misericordiosa Dispensatrice delle grazie divine, Maria Santissima, Tu che sei la Madre dell'Eterno Verbo Incarnato, il quale Ti ha coronata della Sua immensa Sapienza, considera la grandezza del mio dolore e concedimi la grazia di cui ho tanto bisogno. Ave Maria.
              3 - O Amorosissima Dispensatrice delle grazie divine, Immacolata Sposa dell'Eterno Spirito Santo, Maria Santissima, Tu che da Lui hai ricevuto un cuore che si muove a pietà delle umane aventure e non può restare senza consolare chi soffre, muoviti a pietà dell'anima mia e concedimi la grazia che io aspetto con piena fiducia della Tua immensa bontà. Ave Maria.

              Si, si, o Madre mia, Tesoriera di tutte le grazie, Rifugio dei poveri peccatori, Consolatrice degli afflitti, Speranza di chi dispera e Aiuto potentissimo dei cristiani, io ripongo in Te ogni mia fiducia e sono sicuro che mi otterrai da Gesù la grazia che tanto disidero, qualora sia per il bene dell'anima mia. Salve Regina.

              Si concedono 200 giorni di Indulgenza a chi devotamente reciterà la suddetta preghiera. - Manfredonia, 25 novembre 1946. + Andrea Cesarano, Arcivescovo

              martedì, marzo 21, 2006

              Bruno Cornacchiola e Tre Fontane

              FRATELLI CARISSIMI

              QUI, IN QUESTA GROTTA, RICETTACOLO DI PECCATO, VENNI IO PECCATORE, PER PREPARARMI A COMBATTERE, COL MIO CAVALLO DELL'IO E DELL'IGNORANZA, IL DOGMA CHE LA CHIESA MADRE DEFINÌ: L'IMMACOLATA CONCEZIONE.
              LEI STESSA VENNE, GETTANDOMI GIÙ DA QUEL CAVALLO, NELLA POLVERE. AVENDO AVUTO MISERICORDIA DI ME, MATERNA MI PARLÒ E MI DISSE: "TU MI PERSEGUITI; ORA BASTA!"
              DA QUEL MOMENTO, ENTRÒ IN ME GESÙ: VIA, VERITÀ E VITA.
              LA VERGINE MADRE, NELLA SUA BONTÀ INFINITA MI INDICÒ LA VIA DELLA SALVEZZA; ED IO LASCIAI SUBITO LA VIA DELLA PERDIZIONE, CHE È IL MONDO CON LE SUE FALSE IDEOLOGIE. MI INDICÒ LA VERITÀ; ED DIO LASCIAI LA MENZOGNA: IL PROTESTANTESIMO. MI INDICÒ LA VITA, PERCHÈ PUR VIVENDO, ERO MORTO; ED ORA CHE SONO MORTO AL MONDO, VIVO DELLA VERA VITA. NELLA VERITÀ DELL'EVANGELO, SOTTO LA GUIDA DELLA CHIESA MADRE.
              COME LA VERGINE MADRE TRASFORMÒ QUESTA GROTTA, CON LA SUA SANTA PRESENZA, DA LUGO DI PECCATO IN LUOGO DI PACE, DI PREGHIERA E DI PENITENZA. FACCIAMO SÌ CHE, ACCOSTANDOCI A LEI, PER ANDARE A DIO, POSSIAMO ESSERE TRASFORMATI, DA CASE INDEGNE A CASE DI DIMORA PER LO SPIRITO SANTO.
              TEMIAMO DIO E UMIGLIAMOCI AL SUO COSPETTO. COSÌ, E SOLO IN TAL MODO, POTREMO VINCERE NOI STESSI, E METTERE IN ATTO IN NOI LA SUA VOLONTÀ: ESSERE SANTI COME LUI È SANTO.

              VIVA GESÙ! VIVA MARIA! VIVA IL PAPA!


              IL MINIMO DI TUTTI VOI CHE LEGGETE.
              BRUNO CORNACCHIOLA

              ROMA, 12 APRILE 1947

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              domenica, marzo 12, 2006

              Orazione a S. Giuseppe proposta di Leone XIII da recitarsi nelle famiglie cristiane

              A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua Santissima Sposa.
              Deh! per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere e aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
              Proteggi, o provido Custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo; cessa da noi, o Padre amantissimo, cotesta peste di errori e di vizi, che ammorba il mondo: ci assisti propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo campasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità: e stendi ognora sopra ciascun di noi il tuo patrocinio, acciocchè a tuo esempio, e mercè il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. E così sia.

              ... Decretiamo che in tutto il mese di Ottobre aggiungasi nella recita del Rosario, da Noi già prescritta altre volte, l'orazione a S. Giuseppe, la cui formola riceverete insieme con quest'Enciclica; e similmente facciasi ogni anno in perpetuo.
              A quelli poi che divotamente reciteranno l'accennata orazione, concediamo ogni volta l'indulgenza di sette anni e altrettante quarantene.
              (LEONE XIII. Enciclica Quamquam pluries, 15 Agosto 1889).
              Con licenza dell'Autorità Ecclesiastica.
              Libreria Religiosa di Giuseppe Palma, Milano, Via Lupetta, 12.

              venerdì, marzo 03, 2006

              La Madonna di Don Bosco

              La statua di Maria Ausiliatrice.
              Nella sua nicchia d'oro ascolta le preghiere dei devoti; una volta l'anno, sul far della sera, esce, sale su un carro pieno di fiori e di luci, e fa un giro per le strade di Torino: è la processione del 24 maggio, che si rinnova dal 1868.

              Diceva Don Bosco: "Io ho una grande questuante, che mi procura il becchime da dare ai miei 'uccellini': si chiama Maria Ausiliatrice". E a Maria Ausiliatrice, come gratitudine perché proteggeva i suoi ragazzi, Don Bosco costruì la Basilica.
              Come per tutto il resto, Don Bosco si fece aiutare dalla Madonna (di soldi, lui non ne aveva). Alla posa della prima pietra disse al capomastro: "Ti voglio dare subito il primo acconto per i grandi lavori. Tutto quel che ho". E gli rovesciò in mano il borsellino: c'erano otto soldi. Aggiunse subito: "Penserà la Madonna a provvedersi il denaro necessario per la sua chiesa!"
              E così fu: i miracoli fioccarono. "C'era la Madonna al consulto? - domandava Don Bosco ai malati. - Se non c'era la Madonna, il consulto era incompleto, mancava il medico curante". Spiegò così i prodigi operati durante un viaggio in Francia: "Allora dissi alla Madonna: su, incominciamo!". Un banchiere ogni mese gli portava un grosso assegno; gli confidò: "Più le porto denaro per le sue opere, e più gli affari mi vanno bene".
              Ai festeggiamenti per la consacrazione della Basilica, Don Bosco mormorò tra le lacrime: "Ogni pietra di questa chiesa è un miracolo della Madonna". Da allora cominciarono a chiamare l'Ausiliatrice "la Madonna di Don Bosco". E lui diceva: "Confidate in Maria Ausiliatrice, e vedrete che cosa sono i miracoli". Poi aggiungeva scuotendo il capo: "La Madonna ci vuole troppo bene".
              La Basilica à la vera "Casa madre" dei Salesiani, è il centro spirituale delle Congregazioni di Don Bosco, è il punto d'irradiazione della devozione all'Ausiliatrice.
              La Basilica fu costruita negli anni 1864-68, su disegno dell'architetto Antonio Spezia. Arieggia la chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia (del Palladio). Fu ampliata nel 1935-38 su disegno degli architetti Ceradini e Valotti.

              mercoledì, marzo 01, 2006

              La divozione al Preziosissimo Sangue

              Origine e significato. - Il Cristianesimo è la Religione del Sangue di Cristo. Redenzione e Santificazione, Grazia e Gloria non sono che diversi aspetti della sua efficacia. Tutta la storia della Chiesa è storia del Preziosissimo Sangue, perchè è quella della predicazione del Vangelo e dell'amministrazione dei Sacramenti.

              Nostra Signora del Preziosissimo Sangue. Alla luce di Maria il Preziosissimo Sangue diventa più prezioso, perchè solo in Lei raggiunge la sua piena efficacia redentrice. Alla luce del Preziosissimo Sangue, Maria ci diventa più amabile, perchè Esso è dono suo, è Sangue suo più che il sangue di qualunque altro figlio lo sia di sua madre. E Gesù, quasi per riconoscenza, volle affidarle i frutti di quel Sangue che da Lei aveva ricevuto.
              Maria, Madre, Figlia, Gloria del Preziosissimo Sangue, Depositaria e Distributrice dei suoi frutti, è, con S. Giuseppe, la sua prima divota.
              Anche noi siamone divoti, perchè anche noi siamo soprannaturalmente figli del Preziosissimo Sangue: faccciamocene apostoli per diventarne anche noi un giorno la gloria.
              Festa: Istituita da Pio IX fu fissata alla prima domenica, poi al 1° luglio. Giovanni XXIII ha approvate e rese universali le litanie del Preziosissimo Sangue con indulgenza di 7 anni o. v.
              Mese luglio: 10 a.o.g. (7 a. in priv.); Plen. 1 v. - n. 217.

              CORONCINO

              1. Eterno Padre, vi offriamo i meriti del Preziosissimo Sangue versato dal vostro diletto Figliolo nel mistero della Circoncisione per la esaltazione della Chiesa e del Suo Capo, e per la liberazione delle anime del Purgatorio specialmente della più abbandonata.
              Pater. Ave e Gloria o solo Gloria con una giaculatoria:
              Eterno Padre, vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, in isconto dei miei peccati, in suffragio delle anime sante del Purgatorio e per i bisogni della santa Chiesa (500 g. o. v. - in luglio 3 anni o. v. - n. 219).

              Sia sempre benedetto e ringraziato
              Gesù, che col suo Sangue ci ha salvato.
              O Santo Sangue sparso, o Sangue di pietà!
              Cuor di Gesù aperto, ripien di carità,
              La grazia che vi chiedo, datemi per pietà.

              2. Eterno Padre, vi offriamo i meriti del Preziosissimo Sangue versato dal vostro diletto Figliolo nel mistero della sua Agonia dell'Orto e vi chiediamo per esso la pace fra le nazioni, l'umiliazione dei nemici della Chiesa, la grazia di cui tanto abbiamo bisogno e la liberazione delle anime del Purgatorio, specialmente della più prossima all'ingresso nella vostra gloria.

              3. Eterno Padre, vi offriamo i meriti del Preziosissimo Sangue versato dal vostro diletto Figliuolo nel mistero della sua Flagellazione e vi chiediamo per esso l'illuminazione degli eretici, degli Ebrei e degli infedeli, la convesione dei peccatori e la liberazione delle anime del Purgatorio, specialmente di quella più lontana dall'uscire da quelle pene.

              4. Eterno Padre, vi offriamo i meriti del preziosissimo Sangue versato dal vostro diletto Figliuolo nel mistero della sua Coronazione di spine e vi chiediamo per esso tutte le grazie necessarie a noi, ai nostri parenti, amici e nemici, e la liberazione delle anime del Purgatorio, specialmente di quella più ricca di meriti dinanzi a Voi.

              5. Eterno Padre, vi offriamo i meriti del Preziosissimo Sangue versato dal vostro diletto Figliulo durante la salita al Calvario e vi chiediamo per esso la salvezza di quelli che oggi stanno per comparire davanti al vostro tribunale e la liberazione delle anime del Purgatorio, specialmente di quella più divota del Preziosissimo Sangue.

              6. Eterno Padre, vi offriamo i meriti del Preziosissimo Sangue versato dal vostro diletto Figliuolo nella sua Crocifissione per tutti i sacerdoti, che di questo Sangue sono ministri e per la liberazione delle anime del Purgatorio, specialmente di quella verso cui sono più obbligato.

              7. Eterno Padre, vi offriamo i meriti del Preziosissimo Sangue versato dal vostro diletto Figliuolo nella crudele Lanciata che gli aperse il costato e vi chiediamo che esso scenda a salvezza di tutti quelli per cui fu versato e per la liberazione delle anime del Purgatorio, specialmente di quella più divota della Madona.

              ORAZIONE. - O Signore, eterno ed onnipotente, il quale disponeste che il vostro Figliuolo divernisse il Redentore del mondo e voleste essere placato nel suo Sangue; fate che venerando noi il prezzo del nostro riscatto, per i suoi meriti scampiamo da tutti i mali qui in terra, per conseguirne poi in cielo la pienezza dell'efficacia. Per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore. Così sia.

              (500 g.o.v. per l'Orazione - n. 222).

              Litanie del Preziosissimo Sangue

              Kyrie, eleison - Christe, eleison - Kyrie, eleison
              Christe, audi nos - Christe, exaudi nos
              Pater de Coelis, Deus, miserere nobis (o.v.)
              Fili, Redemptor mundi, Deus,
              Spiritus Sancte, Deus,
              Sancta Trinitas, unus Deus,
              Sanguis Christi -
              - Unigeniti Patris Aeterni, salva nos (o.v.)
              - Verbi Dei incarnati,
              - Nove et Aeterni Testamenti,
              - in agonia decurrens in terram,
              - in falgellatione profluens,
              - in coronoatione spinarum emanans,
              - in Cruce effusus,
              - pretium nostrae salutis,
              - sine quo non fit remissio,
              - in Eucharistia potus et lavacrum animarum,
              - flumen misericordiae,
              - victor daemonum,
              - fortitudo martyrum,
              - virtus confessorum,
              - germinans virgines,
              - robur periclitantium,
              - levamen laborantium,
              - in fletu solatium,
              - spes poenitentium,
              - solamen morientium,
              - pax et dulcedo cordium,
              - pignus vitae aeternae,
              - animas liberans de lacu Purgatorii,
              - omni gloria et honore dignissimus,

              Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domine - exaudi nos, Domine - miserere nobis.
              V. Redemisti nos, Domine, in Sanguine tuo:
              R. Et fecisti nos Deo nostro Regnum.

              OREMUS. - Omnipotens sempiterne Deus, qui Unigenitum Filium tuum mundi Redemptorera constituisti, ac eius Sanguine placari voluisti, concede nobis, quaesumus, salutis nostrae pretium ita venerari, atque a praesentis vitae melis eius virtute defendi in terris, ut fructu perpetuo laetemur in coelis. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

              TRADUZIONE

              Signore, abbiate pietà di noi - Cristo, abbiate - Signore, abbiate -, (o. v.)
              Cristo, ascoltateci,
              Cristo, esauditeci,
              Padre celeste, che siete Dio, abbiate ecc. (o.v.)
              Figlio, Redentor del mondo, che siete Dio,
              Spirito Santo, che siete Dio,
              S. Trinità, che siete un solo Dio,
              Sangue di Cristo
              - Unigenito dell'Eterno Padre, salvaci (o.v.)
              - Verbo di Dio Incarnato,
              - Nuovo ed Eterno Testamento,
              - scorrente fino a terra nell'Agonia,
              - profuso nella Flagellazione,
              - che emani nella Coronazione di spine,
              - versato sulla Croce,
              - prezzo della nostra salvezza,
              - senza cui non c'è remissione,
              - nell'Eucaristia bevanda e lavacro di anime,
              - fiume di misericordia,
              - vincitore dei demoni,
              - fortezza dei martiri,
              - vigore dei confessori,
              - che generi i vergini,
              - sostegno nei pericoli,
              - aiuto degli oppressi,
              - conforto nel pianto,
              - speranza dei penitenti,
              - sollievo dei moribondi,
              - pace e dolcezza dei cuori,
              - pegno di vita eterna,
              - che liberi le anime dal Purgatorio,
              - degnissimo d'ogni onore e gloria,

              Agnello di Dio che togliete i peccati del mondo,
              perdonateci, o Signore - esauditeci, o Signore - abbiate pietà di noi.
              V. Ci hai redento, Signore, col tuo Sangue:
              R. E ci hai fatto partecipi del Regno di Dio nostro.

              PREGHIAMO: O Signore, eterno ed onnipotente, il quale disponeste che il vostro Figliuolo divernisse il Redentore del mondo e voleste essere placato nel suo Sangue; fate che venerando noi il prezzo del nostro riscatto, per i suoi meriti scampiamo da tutti i mali qui in terra, per conseguirne poi in cielo la pienezza dell'efficacia. Per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore. Così sia.

              Viva, viva Gesù, che per mio bene
              Tutto il Sangue versò dalle sue vene.
              Questo Sangue in eterno sia lodato
              Che dall'inferno il mondo ha riscattato.
              Questo Sangue si fe' nostra bevanda,
              E delle anime nostre la lavanda.
              D'Abele il sangue gridava vendetta,
              Quel di Gesù per noi perdono aspetta.

              Apostolato Mariano - Casale (Al.)
              1965 - Con approvazione ecclesiastica.